«Questo è un momento storico cruciale, in cui le piattaforme s’incrociano come mai era successo prima d’ora»: così Jeff Gomez, Presidente e Amministratore Delegato di Starlight Runner Entertainment, ha aperto l’incontro di ieri pomeriggio durante la terza giornata del Cartoons on the Bay legata al tema cross-media e animazione. Gomez, grazie alla sua società, crea storie transmediali, vale a dire assorbe contenuti veicolati inizialmente attraverso un canale e li trasmette su altre piattaforme; ha lavorato con grosse aziende produttive americane del calibro della Sony e della 20th Century Fox, e ha di recente curato la famiglia di prodotti targati Avatar di James Cameron: libri, videogiochi, giocattoli, portali dedicati. James Cameron ha dato il suo benestare al progetto e la trasmigrazione del film su altri media ha riscosso un gran successo. Cinema e televisione, dunque, smettono di essere piattaforme uniche o privilegiate: il moderno consumatore sente il bisogno di esplorare la property in lungo e in largo, come se avesse di fronte un puzzle e dovesse ricomporre i pezzi che lo compongono. Per questo, ha sottolineato Gomez, è indispensabile che quella parte di pubblico che decide di approfondire i temi attorno al prodotto riceva nuovi stimoli, nuove integrazioni ai significati che cerca. Le potenzialità transmediali di una storia sono maggiori se si riesce a intervenire in fase iniziale, cioè al momento dell’ideazione della storia: la pianificazione di ogni aspetto della filiera produttiva è un’importante agevolazione; tuttavia, si può intervenire anche in una fase successiva, con la “mappatura” del terreno tematico su cui si agirà. Bisogna identificare quale sia la mitologia universale del franchise, tracciare un profilo dell’eroe e degli altri personaggi, ricostruire un bestiario delle creature presenti, individuare gli archetipi e i messaggi che si veicolano, abbozzare una cronologia degli eventi principali della storia e, se necessario, ricostruire la sfera magica che riguarda il prodotto.
Nel dibattito è intervenuta anche Christy Dena, direttore di Universe Creation 101, una società specializzata in crossmedialità che principalmente si occupa di interazioni tra videogiochi e cinema. La Dena ha esaltato il valore del nuovo consumatore, coinvolto in prima persona nei processi produttivi e nei nuovi scenari dell’incubazione crossmediale: è fondamentale tenere presente il bisogno di una continuità visiva tra il prodotto originario e il suo derivato. Anche in questo caso, come aveva precedentemente affermato Gomez, ci sono una serie di domande preliminari da porsi: la storia di partenza può essere sviluppata sulla piattaforma del videogioco? Se sì, lo spettatore del film sarebbe disposto a giocare al videogioco? Quali personaggi sono meritevoli di essere giocati? E, domanda fondamentale, quali sono i media più adatti a essere incrociati tra loro?
Per concludere è stato presentato Xtranormal, un sito web un po’ particolare: gli utenti possono creare dei brevi filmati servendosi di alcuni pupazzi e di alcune scene predefinite. I costi di realizzazione di queste animazioni sono estremamente contenuti, e in virtù di questa leggerezza e versatilità sono riproducibili su più piattaforme (pc, cellulari, smartphone e lettori digitali); inolte, ognuno può essere regista della propria storia. Questa visione “utentecentrica” ha riscosso così tanto successo che sono già stati realizzati sei milioni e mezzo di piccoli film in tutto il mondo.