Sabato 25 Giugno in occasione della prima giornata del CVG Fest 2011, tenutosi presso il Technotown di Villa Torlonia a Roma, Roberto Genovesi, scrittore, giornalista e sceneggiatore, ha presentato La Vendetta di Augusto, secondo libro della saga de La Legione Occulta dell’Impero Romano da lui ideata.
La presentazione, coordinata da Mirko Loru, responsabile Ufficio Stampa della presente edizione del CVG Festival, si è aperta con la proiezione del booktrailer di questo nuovo capitolo della saga storico-fantastica edita da Newton Compton, offrendo così alla platea di presenti un assaggio delle intense sfumature insite in ogni personaggio e evento di questa particolare creazione narrativa. Come illustrato dallo stesso Genovesi, infatti, il cuore de La Vendetta di Augusto è stato da lui forgiato attraverso un approccio volutamente diverso rispetto alla maggior parte dei testi di narrativa che sviluppano storia e gesta dell’Impero Romano.
La visione dell’Antica Roma, le cui vicende presentate rimangono strettamente in linea con la realtà storica è, questa volta, intenzionalmente scandita dall’introduzione di un differente punto di vista narrativo: quello del Collegio Sacerdotale, simbolo di una realtà legata alle credenze e pratiche superstiziose tipiche della storia e della cultura romana, ma spesso poco considerate dagli scritti storici.
E così che, continua Genovesi, il romanzo prende il via proiettando il lettore lì dove lo aveva lasciato a conclusione del primo libro de La Legione Occulta: nel 14 secolo d.C. e nelle ore immediatamente successive alla morte dell’Imperatore Ottaviano Augusto. Ma, sin da subito, la nuova linea di lettura data dal misterioso universo sacerdotale incalza la narrazione delineando la missione fondante dell’intera storia, in cui Victor Iulius Felix, comandante della Legione Occulta nonché soldato “prediletto” di Augusto, partirà per portare a termine quell’incarico affidatogli dall’Imperatore poco prima di morire: trafugare dal tempio di Apollo i libri sibillini, profetiche raccolte stilate dai grandi oracoli e custodi di un grande segreto, che potrebbero dar vita a conseguenze a dir poco devastanti per l’Impero.
Lo spaccato storico presentato attraversa tutto il principato di Tiberio fino al 33 d.C., proiettando il lettore dalla Moesia all’Africa Superiore, dalle regioni ribelli della Germania fino alle montagne della Dacia, in un viaggio guidato da un invisibile disegno tracciato dalle profezie sibilline.
Le reali vicende storiche, che intersecano e fanno da sfondo all’avvincente spedizione del comandante, sono state documentate attraverso un’accurata bibliografia dell’epoca, ma anche, puntualizza l’autore, illuminate da un volontario e speciale tocco di esoterismo: il contatto dialogico del Collegio Sacerdotale con i nemici, espediente capace di proiettare nella riflessione del lettore l’idea e la suspence di possibili nuovi sviluppi. In più, alla diretta domanda del mediatore circa una possibile influenza della sua esperienza di sceneggiatore sulla stesura del romanzo, Genovesi illustra con un sorriso come tale esperimento si proponga di attuare proprio quella tecnica narrativa moderna basata, non sulla pura sequenzialità dei fatti, ma su un complesso sviluppo degli eventi a grappolo, adottando appunto uno stile molto vicino alla narrazione interattiva: capitoli brevi, continui salti spazio-temporali e altrettanti spostamenti del focus della narrazione da un personaggio a un altro. Lo scopo dell’autore è, infatti, quello di generare a fine lettura quella tensione per cui il lettore avverte immediatamente la mancanza del coinvolgimento emotivo sperimentato seguendo e vivendo i personaggi. La stessa tensione emotiva, puntualizza Genovesi, che si può sperimentare giocando e vivendo un buon videogioco.
A definire la vera essenza della storia, precisa l’autore, non sono le sole azioni attuate dai personaggi, semplicemente perché il suo scopo non è mai stato quello di esporre dei semplici fatti o quello di dare una vetrina alla storia. Piuttosto, sono i pensieri e le sensazioni dei personaggi gli elementi caratteristici attraverso i quali egli ha cercato di trasmettere al lettore una totale possibile percezione del mondo creato: “Vi sono delle particolarità, dei ‘rumori’ capaci di donare al lettore un’informazione trasversale e multidimensionale, che definisce lo sviluppo morale di ogni singolo personaggio, come in fondo si propone di fare anche un’opera interattiva”.
L’approccio a una nuova narrazione sperimentale, inoltre, viene realizzato attraverso ulteriori accorgimenti, sia propriamente interni alla storia, che complementari. Particolare, infatti, la volontà dichiarata dall’autore di fondere insieme i due mondi paralleli presenti nell’Impero: quello dei soldati, simboli dell’eroicità e della forza per eccellenza, e quello degli emarginati, imperfetti e non certo dotati di forza e destrezza, ma che tuttavia evolveranno fino ad assumere il ruolo di veri e propri protagonisti, dando vita a una nuova generazione di eroi imperfetti, figure non certo comuni nel panorama narrativo dedicato al grande Impero Romano. Un’apertura narrativa, dunque, particolarmente attenta alla sensibilità del lettore affezionato e appoggiata ulteriormente dalla messa in atto, da parte dell’autore, di moderni espedienti testuali, tra cui l’integrazione e la collaborazione.
La prima prevede la possibilità offerta al lettore di approfondire La Vendetta di Augusto attraverso l’integrazione di 13 capitoli inediti e paralleli, da posizionare liberamente fra le varie sezioni del romanzo e disponibili attraverso l’omonima pagina Facebook dedicata al libro.
La possibilità di un’attività collaborativa, invece, offre ai tanti affezionati della saga l’occasione di poter partecipare personalmente alla creazione di pezzi caratterizzanti lo sviluppo multisfaccettato di ciascun singolo personaggio: futuri capitoli-tassello, questi, della Cronaca della Legione Occulta, testo di approfondimento in fase di progettazione.
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