
Tiger Woods torna, puntualmente, come ogni anno… Torna assieme al suo stoico sistema di controllo, da sempre affidato all’uso delle due sole levette analogiche. Un concept che comincia però a mostrare i segni del tempo, specialmente di fronte alle ben più innovative soluzioni adottate per il poliedrico Wii di mamma Nintendo. Ma anche su PS3 ed Xbox360, nonostante l’inconfutabile presenza di alcuni (fastidiosi) bug, Tiger Woods riesce a superarsi regalando emozioni genuine a tutti gli amanti del golf professionale.
Una delle prime aggiunte che balza agli occhi, in questa nuova release di Tiger Woods PGA Tour, è il “True-aim“: grazie a tale feature, sarà finalmente possibile assaggiare un’esperienza ben più simulativa di questo incompreso (qui da noi) sport, senza lasciarsi tediare dalle frustanti avversità dell’ostico “hard mode” (chiamato, come di consueto, Tour Pro)… In primis, con True-aim, potremo pure scordarci del (fin troppo) comodo cerchietto per la precisione, col quale ci siamo adagiati nelle passate edizioni… cosa che ci costringerà a mirare con la sola visuale a spalla. Questo significa che potremo avvalerci unicamente della nostra visuale di gioco, eliminando in un sol colpo anche la sensazionalistica visuale ad uccello, precedentemente incaricata di seguire la pallina nel corso “dell’arduo cammino” (tutt’al più, potremo assistere alle sue evoluzioni direttamente dagli occhi del pubblico). Fin dai primi istanti, quindi, PGA Tour 11 appare ben più verosimile ad un match di golf dei suoi predecessori.

Focus, assieme a True-aim, contribuirà a rendere la nostra esperienza il più impegnativa possibile, senza però sfociare in quella “sindrome da lancio del joypad” tanto cara al sovracitato “Tour pro mode”… E riuscendoci. Focus altro non è che un parametro rappresentato graficamente in basso a sinistra dello schermo, e che entrerà in gioco ogni qual volta decideremo di attingere ai classici poteri, in salsa arcade, di Tiger Woods: Aumento della potenza del tiro, Aumento della Precisione del tiro, Anteprima di un tiro sul put.
Ovviamente, Focus e le sue agevoli capacità arredate si riveleranno del tutto assenti nella modalità “Tour Pro“; inoltre, anche ai livelli di difficoltà più bassi, la flemma con cui la barra del Focus andrà a riempirsi ci costringerà ad usare con parsimonia tali vantaggi, unici dell’esperienza videoludica… Inficiando alcun tentativo di baro.

Con queste due semplici, ma dannatamente funzionali, aggiunte, Tiger Woods PGA Tour 11 si lascia giocare con molto più piacere dei suoi predecessori. Ci sono un paio di bug, comunque, che potrebbero far storcere il naso ai più puritani: nella versione PS3, tirando da un bunker, si potrebbe assistere a qualche penetrazione poligonale; in quella per 360, invece, facendo scorrere velocemente le mazze si può incappare in qualche fastidioso glitch grafico; in entrambe, poi, può capitare che le telecamera non riesca a seguire la palla (quando si è sul green in particolar modo) finendo per incastrarsi tra le gambe della folla… Ovviamente, si tratta di sviste occasionali e poco frequenti, e che non vanno in ogni modo a danneggiare la discreta esperienza ludica offerta da questo ottimo titolo EA Sports.

La modalità carriera di PGA Tour, vero fiore all’occhiello della saga, si ripresenta intatta e ancora più immersiva: l’ilarità simbiotica del Game-Face (opzione con la quale potrete utilizzare una vostra foto per creare il volto del vostro alter-ego), è ancora lì, affiancata da un’immensità di parametri da potenziare come da rito… Lascia invece un pò spiazzati l’incomprensibile decisione di sostituire i consueti “dollaroni”, premio di ogni competizione professionale, con dei ben più classicisti “punti-esperienza“. Ma, in fondo, si tratta di un banale cambio di nome, dato che tutto quello che prima era affidato all’utilizzo delle vostre riserve monetarie, ora lo è alla pura distribuzione di XP (che, tra l’altro, ora potranno anche essere successivamente recuperati sottraendoli, per andare a modificare altre capacità). In definitiva, quest’anno Woods si avvicina come mai prima alle meccaniche di stampo rpg.
L’online-gaming appare pressoché invariato da quello che apprezzammo nella scorsa edizione: l’unica aggiunta consiste nel Team-Play, dove potrete scegliere di schierarvi nel Team USA o nel Team Europe assieme ad altri 23 giocatori. Torna la stessa tecnologia di Tour 10 per visualizzare i tiri degli avversari, assieme alle divertentissime “Gamer-Net Challenges“… Tutto funzionale come sempre, e capace di allungare non poco la longevità del prodotto stesso; ma sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosina di più, su questo versante.

Visivamente, Tiger Woods PGA Tour 11 appare solido come sempre: sebbene i modelli poligonali dei giocatori siano quasi identici a quelli della scorsa edizione, le texture del campo (così come dell’oggettistica generale) hanno subito profonde revisioni, così come la realizzazione dei tessuti… Osservare le t-shirt di pubblico e giocatori, piegarsi ed ondularsi a seconda della direzione del vento, non è mai stato così ipnotico. Le animazioni appaiono fluide e realistiche come da tradizione, tradendosi in rarissime occasioni. Qualche volta, durante i tiri degli avversari, può capitare di notare il nostro opponente apparire e ricomparire per qualche secondo, prima della schermata nera… ma parliamo di glitch grafici piuttosto sopportabili.
Tirando le somme, Tiger Woods PGA Tour 11 si rivela come miglior esponente della saga per questa generazione di console, almeno su PS3 ed Xbox 360. Sul piano dell’online ci sarebbe piaciuto vedere qualche novità in più, così come nel PGA Tour, ma confidiamo ciecamente nella prossima edizione. Un acquisto obbligato, per ogni fan di questo sport che si rispetti.
Valerio Pastore
