Chi è appassionato di Batman e videogiochi, potrà gettare alle ortiche la sua vita sociale, una volta inserito nel tray Batman Arkham City. Più che un gioco, una realtà parallela che assorbirà alacremente ogni nostro pensiero. Un titolo sopra le riga, eccellente mix di giocabilità e divertimento che prende vita grazie a fulgidi spettacoli visivi testimoni di una delle migliori cosmesi grafiche di questa gen. Una sublime, profonda, opera d’arte… E non pensate per un solo minuto che qui si sfoci incautamente nell’eccessiva lode, perché siamo al cospetto (con tutta probabilità) del miglior tie-in di sempre: longevo, brillante, soddisfacente e una goduria per i nostri sensi. Arkham City è questo e altro. L’inizio della storia ci fa subito capire con chi abbiamo a che fare, riproducendo magistralmente un clima teso ed inquietante, dove ritroviamo Bruce Wayne nella città-manicomio di Arkham di Doctor Strange, il quale tra l’altro ne conosce il segreto. Il nostro si troverà così a dover affrontare non solo il buon dottore, ma praticamente tutti i suoi più temibili e noti rivali, la cui follia è seconda solamente a quella dell’immenso Joker, il vero e unico mattatore tra i nemici dell’uomo pipistrello. Ancor più sorprendentemente, ognuno di questi è realizzato con una cura fuori dal comune, graficamente e in quanto a voice acting, portando sulle nostre console tutta la malvagità con cui vengono dipinti sulle tavole del fumetto originario. Tutto il comparto tecnico è comunque stratosferico, dalla dettagliatissima grafica (i cui colori sono eccezionali) al design sempre azzeccato e pertinente fino al sonoro, che merita un plauso a parte per l’ottimo doppiaggio e i bellissimi effetti.
Se proprio si vuol essere pignoli, e cercare il classico pelo nell’uovo, caccia di ogni possibile difetto, forse potremo giusto citare l’iniziale macchinosità del sistema di gioco, ma come si può dar torto a Rocksteady se ha voluto insegnare in modo esaustivo a come prendere pieno possesso del nostro sofisticato alter-ego? Sul piano della pura giocabilità, invece, è doverosa una citazione per i combattimenti che, tra contrattacchi, schivate e l’utilizzo di gadget ultra tecnologici possiedono il raro dono di unire perfettamente tattica, tecnica e forza bruta in un mix veramente divertentissimo. Ci troveremo, a seconda della situazione, a dover affrontare i nemici nascondendosi con il lancio di un fumogeno per poi colpirli uno ad uno calandosi dall’alto così come ad affrontarne 8-9 insieme, ove saranno disarmati, utilizzando esclusivamente la forza unita all’aiuto dei diabolici gadget. Essi sono un altro punto forte del gioco, che ci permetteranno di compiere una miriade di azioni altrimenti impossibili ricorrendo a gel esplosivi, scariche elettriche ad impulsi e, ovviamente, ai batarang. Degna di menzione è inoltre la tipologia di gioco open-world, grazie alla quale sarà consuetudine andare dal punto A al punto B tramite precise planate e veloci risalite per mezzo del rampino, comodissimo per trovare la miglior superficie a cui aggrapparsi. Una volta in alto, poi, lo spettacolo è garantito, insieme alla possibilità di studiare con calma la situazione ed il piano di battaglia, a cui spesso si privilegerà scaricare la forza della caduta su un malcapitato scagnozzo di Joker o Pinguino. Cos’altro dire? Ci troviamo di fronte a un acquisto obbligato per tutti i fan dell’uomo pipistrello e per tutti gli amanti dei videogiochi “con V maiuscola”: perché una magica alchimia come quella che ha dato vita ad Arkham City, è un evento che si vede sempre più raramente nella rarefatta industri dell’intrattenimento elettronico…
Matteo Risaliti
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