[REVIEW] SoulCalibur V

La saga di SoulCalibur è sempre stata apprezzata dagli appassionati di picchiaduro perchè rappresenta l’unione perfetta di spettacolarità e tecnica, senza essere troppo sofisticata o esserlo troppo poco. Dopo i primi tre grandiosi capitoli per PS2 e il quarto per PS3 e Xbox 360, è quindi la volta di SoulCalibur V, titolo che fin dall’annuncio della sua uscita ha promesso cambiamenti e innovazioni. Così è stato, almeno in parte, in molti aspetti del titolo, giocabilità e roster su tutti. Il gioco è apprezzabile fin da subito anche per i neofiti e, pur essendo stata limitata l’efficacia di premere i pulsanti a caso, questi ultimi non tarderanno a capirne i meccanismi e le peculiarità, a partire dalla storia. La trama rappresenta uno dei difetti del gioco, essendo poco riuscita e in alcuni casi banale e scontata, oltre che mal realizzata in determinati frangenti. Dove essa pecca è soprattutto nella durata e nelle scene d’intermezzo, alle volte scarne e mal disegnate, mentre raggiunge ottimi risultati là dove sono i filmati a farla da padroni. Le fasi di gioco in single player comprendono l’addestramento, la modalità storia, gli scontri versus e l’arcade, composto da sei scontri sino al boss. Come avrete notato l’offerta non è molto ricca, soprattutto confrontandola con quella degli illustri predecessori.

Il roster dei combattenti è buono nel complesso, essendo composto da 30 slot considerando anche i personaggi sbloccati alla fine della storia e quelli creabili da zero; presenta però alcune pecche, due su tutte: lo sbilanciamento dei parametri di alcuni guerrieri rispetto ad altri e la mancata uniformità nella cura riposta nella creazione stessa dei personaggi, sia in quanto a caratterizzazione artistica che a composizione del bagaglio di mosse, combo e attacchi speciali. Chi invece è integrato alla perfezione è Ezio Auditore, protagonista di Assassin’s Creed e anche qui dotato di tutto il suo carisma e della sua eleganza nelle movenze. I combattenti nuovi di zecca sono: Natsu, allieva di Taki e dotata di gran parte delle mosse della maestra, Xiba, creato unendo gli stili di Kilik e Seung Mi-Na, Leixia, Pyrrha, Aeon, Viola, Z.W.E.I e, ovviamente, Ezio. Quelli scomparsi degni di menzione sono invece: Talim, Rock, Yun-Seong e Zasalamel, solo per citare i migliori. A livello di meccaniche sono state introdotte, a scapito della Critical Finish, le Critical Edge e le Brave Edge. Esse possono essere un attacco devastante (Critical) una volta riempita la barra vicina all’energia, oppure una versione potenziata dei semplici colpi speciali (Brave). Entrambe non sono però mosse dall’impatto istantaneo perché, oltre alla difficoltà d’esecuzione, è di importanza fondamentale il tempismo necessario. In difesa è indispensabile ricorrere spesso al Quick step, ovvero lo spostamento laterale; tale abile schivata permetterà di evitare i devastanti attacchi piatti o verticali e, se abbinata con le parate attive (Guard Impact e Just Guard) essa permetterà di fronteggiare gran parte dell’offensiva avversaria.

Dal punto di vista tecnico SoulCalibur V è realizzato ottimamente, soprattutto per quanto riguarda la resa degli effetti grafici, la modellazione dei personaggi, le texture e gli eccelsi fondali. Notevole è anche il comparto audio, in cui un’ottima colonna sonora si abbina ad un doppiaggio non sempre all’altezza. Il titolo Namco Bandai sviluppato da Project Soul è quindi un picchiaduro consigliato a tutti gli appassionati del genere, così come a chiunque voglia  provare la carica adrenalinica che solo i combattimenti cappa e spada possono trasmettere.

Matteo Risaliti


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