A meno di un mese dal lancio europeo, fissato per il prossimo 22 febbraio, Sony Computer Entertainment Europa ha voluto presentare PlayStation Vita alla stampa specializzata italiana attraverso un evento decisamente “industrial”, ospitato dalla stazione della metropolitana di Porta Venezia a Milano. In questa sede abbiamo avuto la possibilità di farci un’idea generale della line-up di lancio della console attraverso un veloce hands-on di diversi titoli. Il primo della lista è stato naturalmente Uncharted: l’Abisso d’oro, graficamente sorprendente ma, soprattutto, fornito di un gameplay scoppiettante costruito attorno alle funzionalità della nuova console: due elementi che da soli bastano a far sentire odore di killer application. Non meno impattante è stato Gravity Rush, delizia in chel shading sviluppata internamente da SCE Japan Studio, mentre tra gli altri nomi presenti all’appello – tutti interessanti, chi più, chi meno – segnaliamo in ordine sparso Motorstorm RC, Wipeout 2048, FIFA Football, F1 2011, Modnation Racers Roadtrip, Everybody’s Golf, Reality Fighters, Little Deviants e Virtua Tennis 4.
Da una line-up del genere è facile dedurre che Sony intende dotare fin dall’inizio la sua creaturina di un parco titoli accattivante, molto probabilmente per evitare di commettere gli errori di Nintendo con 3DS (macchina che, diciamocelo, è diventata davvero interessante solo a partire dallo scorso dicembre). L’impressione generale, inoltre, è che Vita vivrà lontana dalla nuvola casual che sembra essersi spostata verso il segmento smartphone, impressione confermata dalla chiacchierata che abbiamo scambiato con Alessandro De Leo, Brand Operation Manager di Sony Computer Entertainment Europe.
CVG: Quanto è rilevante PS Vita per la strategia di Sony in ambito gaming?
Alessandro de Leo: Per Sony Computer Entertainment il lancio di PlayStation Vita è un passo decisamente importante. Di fatto stiamo parlando di una macchina che sotto diversi aspetti va a rompere una serie di “barriere” del segmento portatile offrendo un’esperienza di gioco unica. Mi spiego meglio: oggi abbiamo due contesti ludici differenti, portatile e casalingo, ciascuno con le sue caratteristiche; PS Vita cerca di unire le caratteristiche di entrambi offrendone anche di nuove nate sulla scorta dell’esperienza maturata con la prima PSP. La macchina che stiamo per lanciare è costruita per aderire perfettamente alle necessità dell’utente finale.
Quale sarà la line-up di lancio di PS Vita?
La line-up di lancio di PS Vita prevede circa una cinquantina di titoli, divisi tra quelli scaricabili dal PSN e i pacchettizzati, titoli che diventeranno settanta entro la fine dell’anno fiscale in corso (31 marzo). Si tratta di un numero di giochi impressionante per una console portatile, se si pensa all’esperienza degli anni passati e alle macchine della concorrenza, che difficilmente al lancio hanno goduto di un’offerta così ampia. Volendo fare qualche nome possiamo partire da Uncharted, l’Abisso d’oro, che è un vero e proprio capitolo inedito della serie e non un porting da PS3, pensato per sfruttare tutte le caratteristiche di Vita come il touch screen o il Sixaxis; seguono poi Motorstorm RC, che sfrutterà il crossplay con PS3, Wipeout 2048, Modnation Racers Roadtrip, Reality Fighters, Little Deviants e VT4, mentre tra quelli scaricabili da PSN segnalo l’interessante Escape Plan.
Quale target intendete coinvolgere con PS Vita? Ritiene che questo prodotto erediterà la fascia d’utenza della prima PSP?
Il target ideale di PS Vita è formato da videogiocatori hardcore, come dimostra l’architettura della console e la sua line-up. E’ possibile che in seguito erediterà l’utenza della prima PSP, anche se negli ultimi tempi quella console si è spostata verso un target più giovane: vuoi per i prodotti, vuoi per il prezzo. Coloro che hanno acquistato da poco PSP probabilmente continueranno a utilizzarla ancora per diverso tempo; diversamente, i giocatori più smaliziati avranno sicuramente voglia di un upgrade, e passeranno a Vita.
Recentemente Iwata ha dichiarato di non temere sul lungo termine la concorrenza dei giochi su smartphone: qual é la posizione di Sony in merito a questo argomento?
Nel corso degli ultimi anni il mercato degli smartphone ha rivoluzionato il segmento portatile. Quando lanciammo la prima PSP, nel 2005, la concorrenza era costituita quasi esclusivamente da Nintendo. Oggi la situazione è notevolmente diversa, tuttavia è necessario fare una serie di considerazioni: chi gioca seriamente desidera esperienze che gli smartphone non possono garantire, e PS Vita è focalizzata sul gaming, non è un telefono che “fa anche altro”. Non metto in dubbio che alcuni prodotti per smartphone potrebbero girare anche su una console portatile; tuttavia, chi vuole giocare in maniera completa deve necessariamente rivolgersi a un hardware dedicato, come il nostro.
Quale sarà il prezzo medio dei titoli per PS Vita? Lo ritiene adeguato, considerata la concorrenza di prodotti – assai meno complessi, è vero – venduti per pochi centesimi?
Il prezzo dei giochi per PS Vita varierà enormemente, considerato che i pacchettizzati saranno scaricabili anche dal PSN. L’offerta è ampia, non so per certo se tutti i prezzi saranno adeguati, ma certamente non riesco a immaginare di far pagare un’esperienza alla Uncharted meno di 50 €, considerato i valori di produzione che porta con sé. Non è un gioco da pochi centesimi o pochi euro come quelli che si trovano sugli store per il segmento smartphone o tablet, è prodotto diverso che, facendo un paragone con l’editoria, sta alle app come un Bignami sta a un’enciclopedia. Poi la scelta finale spetta naturalmente all’utente, e su PSN sarà possibile trovare anche titoli più “piccoli” al costo di pochi euro.
E’ vero che i titoli venduti tramite PSN costeranno leggermente di meno?
Sì, ci sarà una differenza di prezzo rispetto alla controparte pacchettizzata, anche se non sarà così enorme: tendenzialmente direi dal cinque al dieci per cento in meno.
Ultimamente per determinare il successo dei device portatili sembra cruciale la presenza di un ecosistema efficiente che coinvolga anche più media: penso all’App Store di Apple o all’Android Market. Come si muove Sony in questa direzione?
Il sistema di Sony si basa naturalmente sul PlayStation Network (recentemente ribattezzato Sony Entertainment Network, ndr), presente fin dal lancio di PS3 e che nel corso degli anni si è evoluto fino a offrire un’esperienza davvero completa sia in termini di videogiochi, che di applicazioni, musica o cinema. Oggi è possibile acquistare o noleggiare film direttamente attraverso la console, fruire di contenuti aggiuntivi per i videogiochi o divertirsi con i Minis, che saranno presenti anche su Vita assieme all’intero catalogo ludico di PSP. In definitiva PSN è e sarà ancora a lungo l’ecosistema dell’intero mondo PlayStation, sia che si parli di PS3 che di PS Vita, ed è un ecosistema costruito sulla forte interazione tra tutte le nostre piattaforme. Noi possiamo permettere agli utenti di iniziare una sessione di gioco su Vita e di riprenderla poi su PS3 dal punto in cui è stata interrotta. Adirittura, Wipeout offrirà la possibilità di far convivere nel multiplayer online gli utenti di Vita e quelli di PS3, strada che sarà seguita anche da molti altri titoli a venire.
E per quanto riguarda invece l’apparato “social”?
Tutto ciò che la rete offre a livello di social networking è ormai diventato un elemento rilevante per la nostra società, e non potevamo trascurare una cosa del genere. Vita offrirà la possibilità di socializzare e condividere contenuti attraverso piattaforme come Facebook, Twitter, Foursquare o Skype. Inoltre, ci saranno applicazioni social pensate ad hoc per la nostra console, che permetteranno tra le altre cose di video-chattare con gli amici; attraverso Near sarà poi possibile localizzare gli utenti di Vita in un raggio di diversi chilometri, e eventualmente interagire con loro, condividere le classifiche o ingaggiare delle sfide in multiplayer. Si può dire che questa console esprime completamente il proprio potenziale attraverso il social gaming e la rete.
PS Vita presenta caratteristiche quali giroscopio, accelerometri, touch screen, controller classici, stick analogici, ecc. Ritiene che queste feature saranno sfruttate pienamente dagli sviluppatori, o resteranno spesso in panchina a favore dei sistemi di controllo tradizionali?
Io penso che gli sviluppatori, oggi, abbiano tutto l’interesse a sfruttare le caratteristiche peculiari delle nuove console: se un game designer non utilizza tutto il potenziale che ha per le mani, allora sta perdendo delle preziose possibilità. Certo, non metto in dubbio che qualcuno, per ottimizzare i costi o evitare investimenti su programmazione e sviluppo, potrebbe optare per delle vie più classiche, tuttavia sarebbe una scelta poco lungimirante. Non dico di utilizzare sempre e comunque tutte le nuove feature contemporaneamente: anche solo un paio basterebbero a generare esperienze di gioco originali e interessanti. Se penso a Little Deviants e al modo in cui sfrutta la telecamera, ad esempio, riesco a intuire chiaramente tutte le possibilità offerte da Vita.
Così, a occhio, mi sembra che PS Vita abbia delle dimensioni relativamente generose che mi ricordano un po’ il vecchio Atari Lynx. Come prevede che sarà utilizzata principalmente questa console? Come un device “da tasca”, o piuttosto come un “semiportatile” da sfruttare in lunghi viaggi o addirittura a casa, magari a letto o in giardino, come alternativa alle console domestiche?
Visto che lo hai citato, ti rispondo dicendo che Atari Lynx è stato un prodotto molto buono uscito del momento sbagliato: vent’anni fa il concetto di portabilità praticamente non esisteva, e portarsi dietro uno strumento come Lynx non era nella mentalità delle persone. Oggi il contesto è completamente cambiato, e se fino a cinque anni fa si puntava a creare dei cellulari microscopici, oggi ciascuno di noi gira spesso con due smartphone in tasca e un tablet nella borsa, quindi non penso proprio che PS Vita verrà utilizzata esclusivamente in casa. Inoltre la nostra console ha una caratteristica chiave in questo senso: di fatto permette di godere ovunque ci si trovi di una qualità tecnica molto alta, che fino a ieri era appannaggio delle sole home console.
Infine, se dovesse scegliere un’unica caratteristica che definisca l’identità di PS Vita, quale sarebbe?
Non per aggirare la domanda, ma rispondo semplicemente “PS Vita”. Sarebbe riduttivo definire la nostra macchina attraverso caratteristiche singole come il touch screen o il doppio stick analogico; al massimo posso provare a isolare un paio di elementi che la rendono unica: il social gaming evoluto applicato all’ecosistema PSN, e la realtà aumentata gestita attraverso la doppia telecamera e il doppio touch screen, che può veramente dare qualcosa di più al giocatore. Quindi, volendo riassumere: caratteristiche tecniche e opportunità social.
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