Sono gli Swarmiti! 50 piccoli esseri blu dall’aria dolcissima e lo sguardo sveglio come quello di un comodino dell’Ikea, pronti a immolarsi pur di portare alla “mamma” le sfere energetiche che le servono per sopravvivere. L’idea di fondo del nuovo titolo Hothead è tutta qui. Non proprio un concetto nuovo – basta pensare a Lemmings (il cui primo capitolo risale al lontano 1991) – ma la novità di Swarm è il forte accento posto sull’aspetto arcade del gioco (e sulla follia degli sviluppatori), che, benché costringa, come in tutti i titoli del genere, a sacrificare qualche palletta per superare gli ostacoli particolarmente tosti, si configura più di altri come un puzzle ben congeniato che richiede riflessione e spirito di organizzazione.
I comandi sono semplici ed essenziali: raggruppa, sparpaglia e salta. I primi due vi serviranno per gestire la distribuzione spaziale degli Swarmiti a seconda delle vostre necessità. Durante le manovre dovrete però tenere presente che gli Swarmiti nelle zone periferiche del gruppo saranno più esposti a eventuali trappole o esplosioni ma tenerli uniti vi servirà per attraversare i passaggi più stretti. I due movimenti possono essere combinati in modo da imprimere al gruppo un’accelerata improvvisa tale da far superare zone particolarmente pericolose o abbattere un bersaglio. Gli Swarmiti sono particolarmente altruisti e, se necessario, potrete usarne alcuni per rimuovere un ostacolo più duro degli altri (in alcuni punti appariranno delle indicazioni sul numero specifico di Swarmiti da usare). Il terzo comando, “salta”, vi servirà per esempio per costruire torri di Swarmiti che vi permetteranno di raggiungere zone segrete e raccogliere così più sfere. Esiste anche un ultimo comando che permette l’interazione con gli oggetti, per esempio… casse esplosive. Il gameplay, limitato da questi pochi comandi, potrebbe risentirne ma in Swarm non è così: ogni quadro infatti vi costringerà a trovare la giusta combinazione tra le diverse azioni disponibili per portare a termine la missione.
Non vi preoccupate troppo di quanti Swarmiti perderete perché, anche se lo scopo finale del gioco rimane quello di tenerne in vita quanti più possibili, le perdite sono calcolate e contribuiscono anzi in modo positivo al punteggio. Anzi, si potrebbe pensare che quelli di Hothead abbiano voluto incentivare la creatività e la spettacolarità, creando simpatiche animazioni e punti extra per le stragi migliori. Il gioco prevede anche scontri finali con boss sempre più grossi e cattivi che metteranno a dura prova le vostre abilità di comandante.
Dal punto di vista tecnico la resa grafica è molto curata, così come la colonna sonora, e questa evidente attenzione per il dettaglio, unita all’idea geniale che regge il gioco, fa di Swarm un prodotto valido e dalla sicura longevità, destinato ad essere giocato e rigiocato.
Personalmente l’ho trovato esilarante. Swarm è uno di quei giochi che, senza fronzoli nè effetti speciali (Patapon vi dice niente?) tiene la mente attiva, appaga il lato sadico (che non guasta mai) e scatena l’istinto del leader. Volete un gioco “facile” ma in grado di creare dipendenza? Swarm fa per voi. E ora scusate, ma ho qualche Swarmito da schiantare… no volevo dire SALVARE.
Valeria “Yoru” Poropat
P.S.: Swarm è disponibile su Xbox LIVE Arcade e PlayStation Network.
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