Gears of War 2: La Recensione

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Se GOW2 fosse un fumetto probabilmente sarebbe uno dei tanti splatter all’americana da lasciare sugli scaffali, se fosse un film farebbe scappare il pubblico per la sua trama insulsa dopo meno di 15 minuti, se fosse un telefilm non potrebbe esprimere la sua vera essenza. Fortunatamente Gears of War 2 altro non è che un videogioco, con i suoi pro e i suoi contro. Il gioco inizia poco dopo la fine del suo predecessore. Marcus Fenix e gli altri delta si sono momentaneamente divisi per combattere su diversi fronti, solo per intraprendere una strada che porterà poi al loro ricongiungimento. Stop. Questo è quello che si può dire senza fare ulteriori spoiler sulla trama, trama che comunque racchiude il suo scheletro nella frase precedente. Esatto, perché Gears of War 2, un gioco emozionante, carico d’azione e di violenza traculenta (che sta sempre bene in uno sparatutto) ha un unico, grandioso e incommensurabile difetto: la storia. Dopo un primo episodio che ricostruiva, su una trama discreta, un’esperienza senza dubbio cinematografica, si è arrivati a un punto in cui nulla è più importante dell’azione pura e, quindi, tutto il resto è reso in maniera risibile. I colpi di scena, l’origine delle locuste (svelata nel finale), le avventure di Marcus, sono tutti interconnessi da un flebile filo teso fin quasi a spezzarsi. I vari livelli hanno poco a che vedere l’uno con l’altro e si hanno una serie di passaggi d’ambientazione che, per quanto utili ai fini del gameplay, appaiono quasi inesplicabili. Il risvolto della medaglia soggiace però in una giocabilità senza eguali, un tour de force di oltre dieci ore condite dal piombo dei proiettili e dal rumore delle motoseghe, dal dolce suono del cranio del nemico che si infrange sui pavimenti in pietra e acciaio e dal rumore di una bomba evitata per un pelo. Le grida degli avversari che si mescolano a quelle degli alleati in una battaglia senza quartiere dove vincere vuol dire sopravvivere, hanno un effetto inebriante. È come lanciarsi con un paracadute da 2 Km d’altezza per poi fermarsi a un palmo dal suolo, salvi. Questo è l’effetto che fa GoW2 al giocatore che riesce a non farsi impressionare dal sangue che sgorga a fiumi. Questo è l’effetto di un gameplay veloce e grintoso, simile a quello di GoW ma ulteriormente migliorato e affinato. Peccato solo per la trama di quello che sarebbe potuto essere un capolavoro assoluto ma che, anche allo stato attuale, si configura come una pietra miliare dei videogiochi.

Voto.zip: 1 (1=Promosso; 2=Bocciato)

Recensione a cura di Fabio Davide