Qualcosa sta cambiando lì fuori. Timidamente, forse. Senza certezze, è vero. Ma che suggerisce comunque di non calcare la mano con il chiaroscuro; almeno quando non ce n’è bisogno. L’industria del videogioco va forte: anche qui, anche in Italia. Il paese delle paure, della grande repressione economica, dei claudicanti progetti per il futuro del suo stesso popolo. Forse sarà proprio per questo, che la gente spinge con enfasi e piacere il pedale sull’immaginazione, e si estranea per poche, preziose ore dall’opprimente grigiore di un esistenza non proprio gaudia e lineare… Sbagliato? Per nulla. Necessario? Eccome. Perché la fantasia, cari lettori, è quanto di più prezioso ogni essere vivente e senziente potrà mai disporre, e i videogiochi (così come i libri, i film, i fumetti e quant’altro la mente umana potrà mai un giorno creare) offriranno sempre un indispensabile fonte di linfa vitale, al contrario di quanto gli ignoranti pensieri comuni continuino a strillare… a gran voce, per giunta. L’arte è come una tavola bianca su cui incidere il parto della propria fantasia; senza prendere coscienza di ciò, finiremo presto privati di uno dei talenti maggiormente distintivi per l’ego umano: la creatività.
Quello stesso talento che ha consentito a Nintendo di dar vita a personaggi come Zelda e Mario più di venticinque anni or sono, e che continua a caratterizzare le sue saghe di maggior rilievo tutt’oggi. Quello stessa talento che ha permesso a uno sviluppatore relativamente piccolo come Naughty Dog di risalire la cresta dell’onda, consacrandosi poi tra il mainstream del videoludo grazie a quella perla tecnologica che risponde al nome di Uncharted. O quella stessa, magica intuizione dalla tinte nere, capace di sigillare per la seconda volta il predominio di Rocksteady sul mercato, con un ispirato tie-in sul Cavaliere Oscuro che fuoriusce spavaldamente dai limiti imposti al suo stesso genere d’appartenenza… e finisce col regalarci (ancora una volta…) un fiume in piena di emozioni!
Ebbene, se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla bontà di questa generazione videoludica, nonostante le clamorose dichiarazioni d’amore per il medium firmate Bioware, con questo “fine 2011″ non potrà che ricredersi: indipendentemente dalla monotonia di alcuni titoli “mass-oriented”, ma comunque capaci di segnare nuovi passi in avanti sul piano della pubblica rilevanza (e su questo, Modern Warfare da solo ha ridefinito il concetto di “record di vendite”), con la raggiunta maturità degli hardware attualmente sul mercato ogni sviluppatore si ritroverà concentrato sulla sola evoluzione concettuale del gaming moderno,oggi in grado di assumere nuove e stravaganti sfumature. Oppure dei “semplici” traguardi, come quelli del quinto capitolo della saga “madre” di Bethesda, quello Skyrim che ha richiamato fiumi di persone anche in un paese fin troppo stantio e precluso quale l’italico stivale stesso… Insomma, c’è talmente tanto in questi ultimi sussulti di fine anno, che sarebbe quasi prematuro e fuori luogo pensare all’anno alle porte: perché gustare il presente, proprio come la fantasia, non è attitudine di tutti. Ma diamine, se aiuta a vivere!
Valerio “Revolver” Pastore
Fatal error: Call to undefined function related_posts() in /var/www/vhosts/cinemaevideogiochi.com/httpdocs/wp-content/themes/GrungeMag/single.php on line 40