In occasione della presentazione italiana di Enslaved: Odyssey to the West, il nuovo action game sviluppato da Ninja Theory (Heavenly Sword), CVG ha avuto modo di fare una breve chiacchierata con il producer del gioco Tameem Antoniades. Ecco cosa ci racconta di questa nuova avventura che offre ai giocatori una miscela inedita di combattimento, strategia ed esplorazione e si fregia del contributo di alcuni tra i maggiori talenti dell’industria musicale e cinematografica!
Enslaved non mostra un mondo desolato e arido come i videogame fantascientifici post-apocalittici a cui siamo abituati. Perché ha deciso di creare una distopia così colorata? E da dove ha tratto ispirazione?
Sicuramente il grande merito va all’art director Alex Taini che è un pittore e un vero visual artist. In pratica, ci siamo ispirati ai principali artisti europei, come Caravaggio. Penso che questo sia molto positivo per i giochi post-apocalittici, dove le persone scompaiono e la natura emerge in tutta la sua potenza. Si crea un bellissimo contrasto tra la disperazione dei sopravvissuti e la magnificenza dell’ambiente circostante.
Alex Garland (scrittore e sceneggiatore di The Beach, 28 giorni dopo, Sunshine) ha lavorato sulla sceneggiatura di Enslaved. Dovremmo quindi aspettarci una storia molto cinematografica? E, una curiosità: Mr. Garland è stato felice di lavorare su un videogioco?
Sicuramente! Abbiamo cercato appositamente di ricreare la stessa esperienza che si vive al cinema. Enslaved può essere visto e giocato anche su un grande schermo, su un televisore, ed è sostanzialmente come guardare un film; in Enslaved racconto e gameplay hanno la stessa importanza.
Alex è stato entusiasta di lavorare su Enslaved perché innanzitutto è un grande videogiocatore e l’idea di lavorare su un videogame lo ha sempre interessato. Enslaved gliene ha dato l’opportunità. Alex più che uno scrittore è un produttore. Ha prestato un’attenzione straordinaria a ogni singolo dettaglio del gioco, soprattutto ai dialoghi e alle tonalità della voce. Se un tono di voce risultava ad esempio troppo arrabbiato, lui tornava in studio e lo faceva registrare di nuovo per ottenere il tono giusto.
Ritiene che il futuro delle sceneggiature di opere interattive sarà quello di attingere da scrittori nati in altri contesti, come il cinema per esempio?
Sì, trovo che abbia un senso. Non vedo perché non si dovrebbe fare. Penso che abbiamo i migliori scrittori, artisti, musicisti, non dovremmo discriminarli solo perché non appartengono al mondo dei videogame. Penso che sia fattibile poter insegnare loro come lavorare su un videogioco. L’idea è quella della collaborazione nel rispetto delle potenzialità creative di ciascuno.
Anche la musica è stata molto curata, affidata al jazzista inglese di origini indiane Nitin Sawhney (già visto al lavoro su Heavenly Sword): quanto è necessario un buon sound per generare l’atmosfera in un videogioco?
Direi che è fondamentale, ha sicuramente un’importanza del 50 % nel creare l’atmosfera del gioco. Non mi riferisco solo alla musica, ma proprio all sound generale, come dimostrano anche film tipo Mission Impossibile o The Departed. Nitin Sawhney ha creato una soundtrack molto futuristica capace di suscitare un senso di libertà. Qualcosa di molto lontano dal sound veloce e martellante come quello del John Williams di Star Wars ad esempio.
È vero che Enslaved è basato maggiormente sull’esplorazione piuttosto che sul combattimento?
È soprattutto un action game, dove però anche il viaggio di Monkey e i momenti di puzzle solving sono molto importanti. Direi che sostanzialmente è un mix delle due cose.
Rispetto al precedente Heavenly Sword, che passi in avanti si sono fatti per quanto concerne il sistema di combattimento? Cosa è stato modificato e cosa invece è rimasto invariato?
La differenza principale credo sia a livello di stile: il combattimento in Heavenly Sword era caratterizzato da movimenti più fluidi; Monkey è un barbaro, è come Rambo e i movimenti di macchina, il sound, gli effetti speciali… tutto risulta potenziato. E poi, ad ogni modo, Enslaved non è un ‘fighting game’ ma un ‘adventure game’.
Heavenly Sword era un gioco esclusivo per PS3, mentre Enslaved sarà disponibile anche per Xbox 360. Ci sono delle differenze tra le due versioni del gioco?
L’attenzione che abbiamo dato alla creazione di Enslaved è la medesima per entrambe le versioni e anche l’esperienza del gioco sarà la stessa.
A livello di gameplay, in Enslaved si deve cooperare con una ragazza, talvolta difendendola. Come si è arrivati a questa scelta e come si manifesta concretamente a livello di gameplay? Vi siete ispirati a opere come ICO o il penultimo Prince of Persia, oppure a fonti completamente diverse?
Penso che tutti gli uomini potrebbero spiegare il perché di questa scelta [ride]. Penso che l’uomo e la donna siano universi così misteriosi l’uno nei confronti dell’altro tanto da essere in grado di creare tra loro dinamiche molto più complesse rispetto a due uomini. Questa è anche una parte importante del gioco, che si propone di esplorare le relazioni tra Monkey e la giovane e carina Trip, relazioni che lungo il percorso subiscono un’evoluzione tangibile. E comunque penso che sia molto carino vedere una donna in un videogame!
Ilaria Colla
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