In occasione della presentazione a Milano di Resistance 3, ambientata nel favoloso Doris Diner, dove abbiamo potuto calarci in un perfetto ambiente in stile americano, abbiamo incontrato Cameron Christian. Il Senior Designer di Insomniac Games ci ha quindi tolto anche gli ultimissimi dubbi sul titolo Sony in uscita proprio oggi!
Una delle principali feature di Resistance 3 è la sua art direction molto più dark rispetto ai capitoli precedenti. Da dove nasce questa scelta?
Ottima domanda! Con questo design più oscuro abbiamo voluto effettivamente dimostrare che gli esseri umani hanno perso la guerra. Resistance non è più un gioco militare, e si focalizza piuttosto sulla lotta degli uomini per la sopravvivenza.
In effetti in questo capitolo del gioco sembra che la componente di storia abbia un ruolo più importante rispetto al passato, in rapporto con l’elemento di combattimento. Come è stato gestito questo mix in fase di sviluppo?
È vero, ci siamo focalizzati soprattutto sull’elemento umano, per mostrare la lotta quotidiana dei pochi umani sopravvissuti. Questo non vuol dire che abbiamo tralasciato l’altra anima del gioco. Vi assicuriamo che troverete sequenze di combattimento davvero molto intense!
Nel dettaglio, rispetto alle nuove feature del gioco, quali sono state le vostre fonti di ispirazione?
Sicuramente il film The Road, la serie televisiva The Walking Dead e, come Game Designer, non posso non apprezzare Half-Life, a cui mi sono ispirato per l’atmosfera di Resistance 3.
Alcune feature di Resistance 3 sono state riprese dal primo capitolo della saga, saltando a piè pari scelte opposte fatte in Resistance 2. Si tratta di un semplice ritorno al passato o avete cercato di amalgamare gli elementi migliori per creare il mix ideale? Dopotutto il 3 è spesso considerato il numero perfetto…
Resistance 2 era un gioco molto diverso, incentrato maggiormente sulla pratica militare e sull’idea del supersoldato, dove le armi erano una componente davvero importante. Seguendo i consigli dei nostri fan, della nostra community, abbiamo introdotto tutte le nuove feature di cui abbiamo parlato e abbiamo dato vita a un’atmosfera più umana.
Parlando di armi, cosa troviamo in Resistance 3?
Troverete davvero tante armi pazzesche. Ci saranno 5/6 nuove armi, e un paio riprese dai giochi precedenti, e il processo di upgrade delle armi sarà fondamentale nel gioco.
In questo terzo titolo l’IA dei Chimera sembra più sviluppata e dai riflessi molto più rapidi rispetto ai titoli precedenti. Si tratta di un semplice miglioramento tecnico o dipende anche dal ruolo degli alieni nella storia di Resistance 3?
Ovviamente questo è il terzo gioco che facciamo, per cui abbiamo preso grande confidenza con la tecnologia in questione e abbiamo avuto la possibilità di migliorarla al massimo.
Per quanto riguarda la modalità multiplayer, Insomniac ha ridotto da 60 a 12 il numero di giocatori in contemporanea. Potete dirci il perché di questa scelta e cos’altro possiamo aspettarci dal multiplayer di Resistance 3?
Abbiamo fatto questa scelta perché, con Resistance 2, ci siamo resi conto che la gestione di tanti giocatori online era davvero complesso. Adesso, invece, il multiplayer risulta molto più focalizzato e, non dovendo supportare un così alto numero di giocatori, abbiamo potuto sviluppare al meglio l’aspetto grafico.
Pensate davvero che tecnologie come il Move o il 3D possano aumentare l’esperienza di gioco degli sparatutto come Resistance 3?
Assolutamente, credo che questi strumenti rendano l’esperienza di gioco più immersiva. Molte persone non hanno confidenza con il classico pad, mentre con il Move sarà più intuitivo per loro giocare a un titolo come Resistance 3.
Eliana Bentivegna
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