Ha accompagnato la Nintendo DS fin dal primo lancio e, come un fedele segugio, Nintendogs segue anche l’evoluzione 3D della console portatile. Portando con sé qualche micio. Ma cosa c’è dentro Nintendogs+Cats?
In due parole: una palla di pelo pronta a farvi entusiasmare e ridere come bambini di 5 anni in un negozio di animali. Sia che abbiate avuto un animale domestico o meno, i cuccioli di Nintendogs+Cats vi stenderanno a colpi di occhioni luminosi e obbedienza. E l’aggiunta del 3D ne fa una mistura letale.
All’inizio del gioco vi troverete presso l’allevamento (avrei preferito un rifugio ma non si può avere tutto dalla vita), dove potrete decidere la razza del vostro cucciolo. Scelti razza e colore vedrete tre cuccioli corrervi incontro e dovrete decidere quale cucciolo portare a casa. Quelli di Nintendo sono demoni: ogni cucciolo è pensato e progettato per farvi affezionare dopo un millesimo di secondo. E scelto il vostro compagno peloso, si aprono per voi le porte di un inferno di coccole, trucchetti e gioia inconsulta quando per esempio, chiamandola per nome, la palla di pelo arriverà scondizolando.
Ovviamente, la trama di Nintendogs+Cats non esiste, tutto si svolge (più o meno) come nella vita reale. Insegnerete al vostro cucciolo a ubbidire ai comandi, lo porterete a spasso, gli darete da mangiare e da bere e, quando sarà opportuno, gli farete il bagnetto.
I trucchi da insegnare sono diversi ma limitati a tre nuovi al giorno. C’è da dire però che probabilmente questa limitazione non vi peserà, presi come sarete dal provare e riprovare “Seduto!” e “Zampa!”, i primi due comandi che vi verranno proposti e che, soprattutto per chi non ha mai avuto un cane, sono una gioia che va assaporata. Il riconoscimento vocale non sempre funziona alla perfezione ma si può sempre attribuire l’insofferenza del cucciolo ad un moto di ribellione dello stesso. Le passeggiate sono un altro aspetto che faranno di questo titolo un sicuro successo. Aiutandovi con lo stilo o semplicemente con il dito potrete impugnare il guinzaglio e dirigere il vostro cane e alzando o abbassando il guinzaglio deciderete la velocità della passeggiata. Incontrerete altri possessori di cani e un po’ spiace vedere tanta cura nella resa dei modelli dei cani e degli ambienti e tanta poca nella resa dei Mii – ma del resto gli alter ego Nintendo sono divertenti proprio perché più simili ai palloncini delle feste che a persone reali.
Per rendere un po’ più attiva e movimentata la vostra vita di padroni di cane, sono state inserite 3 competizioni, con cui guadagnare soldi da poter spendere per gli accessori, il cibo o anche per dare al vostro cucciolo un compagno di gioco. E tra questi compagni potrete scegliere anche un gatto. L’aspetto felino del titolo non è molto sviluppato: il gatto si limiterà a dormire o al massimo vorrà dare fastidio ai compagni canidi. Non potrete insegnargli nulla e l’interazione sarà piuttosto limitata. Va detto che è, più o meno, quello che i gatti veri fanno ma forse in un videogioco si poteva osare qualcosa di più. Sempre parlando delle competizioni , la più emozionate è sicuramente quella che sfrutta le AR Cards e la cosiddetta “realtà aumentata”. Non voglio dilungarmi su questo aspetto perché è davvero qualcosa che dovete vedere per capire, vi basti sapere che è come avere la Principessa Leila in palmo di mano.
Devo essere sincera su un punto: mi viene difficile chiamare Nintendogs+Cats un gioco.
Provandolo infatti, mi sono convinta che Nintendogs+Cats non sia un “gioco” ma più un “passatempo educativo”. Somiglia alla cura delle piante, qualcosa da fare con il giusto ritmo, né troppo né troppo poco, né troppo veloce né troppo piano e, se utilizzato in modo corretto, può trasformarsi in uno strumento altamente educativo per i più piccoli perché in grado di instillare, tramite un’attività positiva per la mente, i principi di rispetto per il prossimo (intendendo questo termine come qualsiasi essere esista oltre a noi, a prescindere dal numero di zampe). Non si può certo negare che la serie Nintendogs abbia ripreso e amplificato il concetto alla base del Tamagochi (chi non ha mai pianto perché il cucciolo a 8 bit era morto?), donando a molti la gioia di un cucciolo da accudire. Ma, forse, la resa grafica più curata e i movimenti verosimili dei cuccioli dell’allevamento Nintendo possono riuscire, in termini educativi, dove l’ovetto aveva fallito.
Commercialmente c’è da aspettarsi un altro successo (visto che c’è chi comprerebbe la Nintendo 3DS solo per poter giocare con un cucciolo virtuale). E se la versione 2D ha venduto milioni di copie nel mondo, immaginate quale fenomeno potrà diventare Nitnendogs+Cats per 3DS.
Avendo a casa solo un gatto e un cane, devo dire che Nintendogs+Cats potrebbe tranquillamente sopperire al mio bisogno di una intera e festosa muta di palle di pelo in giro per casa.
Ah, se siete curiosi, è un husky e l’abbiamo chiamato Pixel.
Valeria “Yoru” Poropat
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