Intervista a Giandomenico Maglione, CEO di 10th Art Studio

Julia: Innocent Eyes

Questa volta CVG intervista Giandomenico Maglione, CEO di 10th Art Studio, impegnato attualmente nel doppiaggio in italiano del videogioco Julia: Innocent Eyes.

CVG: Può innanzitutto parlarci un po’ di lei? Quando è iniziata la sua avventura all’interno di 10th Art Studio?

G.M. : Ho iniziato a lavorare giovanissimo e, dopo una breve parentesi come Microsoft Certified Systems Engineer, sono cresciuto professionalmente nel campo della formazione come progettista e come docente. Dopo qualche anno c’è stata la svolta, dopo un fulminante incontro (casuale) con il presidente della Scuola Italiana di Comix di Napoli, Mario Punzo: ho lavorato lì cinque anni con varie mansioni ed è stata un’esperienza magnifica e stimolante, durante la quale ho avuto modo di avvicinarmi al mondo di alcuni dei più straordinari artisti del fumetto italiano e straniero.

La storia di 10th Art Studio è iniziata nel 2006 quando alla Comix, maturò l’idea di far nascere un team di sviluppo dedicato esclusivamente al contenuto creativo dei videogiochi: da sceneggiatura e concept art, fino ad ambienti e personaggi 3d animati. Poi, nel 2008, decisi con Punzo di separare le due attività, dato che l’area games iniziava a necessitare di tempi, strutture e team dedicati. Fu allora che nacque 10th Art Studio, con un primo nucleo artistico capitanato da Fabrizio Fiorentino, celebre fumettista DC Comics, e sede a Torre del Greco. Attualmente mi divido tra il ruolo manageriale e quello creativo (sono tra gli sceneggiatori e i game designers).

CVG: La vostra software house non è nuova al doppiaggio. Infatti all’attivo ci sono già numerosi giochi, tra cui Darkfall 3, Adam’s Venture e Darkness Within, solo per citarne alcuni. Come definirebbe l’esperienza di doppiaggio di un videogioco?

G.M. : E’ il completamento perfetto della nostra filosofia: oltre al far nascere su carta i personaggi, plasmarli in 3d e dargli vita in animazione, il poter dargli persino voce è per noi strepitoso! Infatti siamo ansiosi di arrivare a questo momento con il nostro “Ethan – 2068”, il primo titolo in sviluppo ad essere completamente nostro fin dal concept, allora potremo dire di aver veramente dato l’anima ai nostri personaggi…e questo non ha prezzo!

La divisione “doppiaggio” è sempre stata nei nostri pensieri e appena si è presentata l’occasione (grazie ad Adventure Productions e al nostro magnifico partner SuoniVisioni) abbiamo messo su un team di cui vado particolarmente fiero, a partire, ovviamnete, da attori come Stefano Ferraro (attualmente in teatro con “Football, Football”), Gaia Bassi e Fabiana Fazio (teatro Elicantropo), Paquito Catanzaro (doppiatore nella serie “Kyle XY” e in “High School Musical 3”), Salvatore Bottino (voce nella serie “Lolle”), Raffaele Ausiello (reduce dalla tournè di “Ecuba”), solo per citare quelli che hanno lavorato a tutti i prodotti sin ora realizzati, fino ai tecnici del suono Alessandro D’Aniello e Sergio Giordano e alla segretaria di edizione Annalisa Raiola.

CVG: Avete iniziato da pochi giorni il doppiaggio italiano di Julia: Innocent Eyes, videogioco che ripercorre le avventure della famosa criminologa a fumetti partorita dalla mente di Giancarlo Berardi, sviluppato da Artematica e distribuito da Warner Bros. Interactive Entertainment. Ci può anticipare qualcosa?

G. M. : Posso solo dire che è un onore per noi collaborare con Artematica ed essere distribuiti da Warner. E’ sicuramente il titolo più impegnativo su cui abbiamo lavorato sia per intensità, che per quantità ed è anche la prima volta che ci è stata affidata interamente la direzione del doppiaggio! Non posso parlare della trama, ma posso garantirvi che i ragazzi di Artematica hanno fatto un gran lavoro di sceneggiatura, rispettando in tutto e per tutto lo spirito del fumetto e le caratterizzazioni dei personaggi. Credo che sarà un successo per tutti gli appassionati del fumetto di Bonelli e una gran sorpresa per tutti gli altri!

CVG: Italiano lo studio di doppiaggio, italiano lo sviluppatore, italiano il fumetto da cui è tratto il videogioco. Una bella soddisfazione “made in Italy”, insomma! Come considera l’attuale situazione delle società italiane che sviluppano videogiochi? C’è ancora molta strada da fare secondo lei?

G. M. : E’ difficile fare un quadro della situazione. Milestone a parte, si tratta di una realtà fatta di studi di medie o piccole dimensioni, alcuni di grande esperienza, altri più giovani, quindi, da questo punto di vista in linea con la situazione centro/est europea che è in forte ascesa già da qualche anno…e questa è una buona cosa. La cattiva cosa è che il publishing in Italia è microscopico e questo taglia un po’ le gambe alle software house appena nate, che non hanno ancora la forza di imporsi sui mercati internazionali. Purtroppo avere buone idee, una sede, macchine e uomini ben preparati non basta: il “rodaggio” e l’esperienza sul campo sono fondamentali e, all’inizio di un’esperienza, non trovare sfogo commerciale con prodotti più semplici, rischia di  distruggere il gruppo, soprattutto in un momento in cui l’accesso al credito è veramente proibitivo a causa della situazione (e della politica) delle banche. Tutto ciò si traduce, purtroppo troppo spesso, in un grosso problema di esperienza per i team e in un “dissanguamento” economico per i soci, che è difficile mantere a lungo. Discorso diverso invece per le software house che operano nel mercato “browser game” e “conversioni”, lì il discorso è completamente diverso e probabilmete più “allegro”, ma è un settore di cui non ci siamo mai occupati, quindi non mi sbilancerei in analisi azzardate…

CVG: Al titolo Julia: Innocent Eyes lavoreranno oltre dieci attori, tutti provenienti dal mondo del cinema o da quello teatrale, e tutti con importanti ruoli alle spalle. È per tutti la “prima volta” con un videogioco? Ci sono indicazioni particolari in casi come questi o bisogna procedere come di consuetudine?

G. M. : Come accennavo prima, per gran parte di essi non è la prima volta in un videogioco. E’ la “prima” da protagonista per Gaia Bassi, che è partita veramente benissimo nei primi giorni di registrazione! L’unico “esordiente” nel mondo dei videogiochi è Marco Sgamato, che interpreterà Leo Baxter, l’affascinante (e un po’ “sborone”) amico di Julia. Le indicazioni sono molto diverse da quelle del doppiaggio cinematografico, almeno per quello che riguarda le parti “giocabili”. Lì non si ha molto spesso il materiale video su cui doppiare (dato che il gioco magari non è ancora ultimato) ed è compito del direttore del doppiaggio, nel nostro caso Carmine Fele, trovare la giusta interpretazione di questo o quel momento specifico, cercando il più possibile di entrare in sinergia con gli sceneggiatori. Altra cosa fondamentale è il tono del protagonista: in un film lo spettatore ha la voce del protagonista nelle orecchie per due-tre ore al massimo, in un videogioco come Julia il giocatore potrebbe ascoltarla anche per 30 ore!!! Non “azzeccare” quella voce in particolare o anche tenerla solo un po’ troppo “sommessa” o troppo “carica”, potrebbe rivelarsi un errore madornale, con il risultato che il giocatore potrebbe persino lasciar perdere il titolo per noia o fastidio.

CVG: In un passato non troppo lontano il doppiaggio italiano nei videogiochi era un vero disastro. Adesso siamo in una fase decisamente più positiva! La colpa, secondo lei, è attribuibile semplicemente all’inesperienza dei doppiatori, o può anche essere imputabile alla scarsa importanza che viene data al doppiaggio videoludico nell’industria culturale italiana?

G. M. : Disastro mi sembra un po’ eccessivo a dire il vero. Certo ci sono stati più episodi in cui edizioni italiane di bellissimi giochi sono state rovinate dal doppiaggio, ma anche vari esempi del contrario. Certo è che la qualità media è sicuramente più bassa di quella dei titoli doppiati in inglese ed è molto strano dato che i migliori doppiatori al mondo sono italiani! La causa di ciò, a mio parere, se escludiamo non più di un paio di casi di studi di doppiaggio semi-amatoriali, è meramente economica: difficile investire tanto nel doppiaggio in italiano, se poi le copie vendute non sono mediamente tante. Il nostro, purtroppo, è un mercato ancora piccolo, con una grossa fetta di pirateria e se si guarda alla totalità dei prodotti commercializzati, pochi sono quelli che vanno oltre le diecimila copie e di conseguenza pochi sono i titoli con un adeguato budget destinato al doppiaggio. Se in più ci si mette il fatto che talvolta, a causa di problemi di calendario e vincoli di uscita, persino i testi completi (e a volte anche la trama del gioco!!!) arrivano a doppiaggio praticamente già in corso… è facile capire in che condizioni si è costretti a lavorare…

CVG: Ora come ora, nella grafica videoludica si è quasi arrivati al fotorealismo. E questo vuol dire che i protagonisti virtuali dei videogame riescono ad esprimere con sempre più convinzione le emozioni che provano, attraverso il viso. Quanto è importante, questo miglioramento, nel lavoro di doppiaggio di un videogioco?

G. M. : Per il doppiaggio è strepitoso: potendo doppiare in sincro, su movimenti ed espressioni naturali dei personaggi, si può finalmente colmare il divario tra doppiaggio cinematografico e videoludico. Inoltre si è certi di rispettare e poter interpretare al meglio l’idea originale dei creatori del gioco e questo è fondamentale. Attualmente questo avviene già nei titoli ad elevatissimo budget, mentre negli altri si raggiungono eccellenti risultati solo nelle sequenze filmate in alta definizione…ma presto questo limite sarà superato! A quel punto gli unici ostacoli davanti al raggiungimento dello stato dell’arte resteranno budget dedicati e tempistiche. In definitiva: più giochi originali venduti, più qualità anche nei doppiaggi. E se chi di dovere adottasse politiche di prezzo più accessibili e magari lo Stato considerasse il videogioco come mezzo di espressione culturale e non come bene di lusso (riducendone quindi la tassazione), saremo tutti molto più contenti!

Ringraziandolo per il tempo che ci ha gentilmente concesso, auguriamo un grandissimo in bocca al lupo a Giandomenico e a tutto lo staff impegnato nel doppiaggio di Julia!

Roberto de Luca

Fatal error: Call to undefined function related_posts() in /var/www/vhosts/cinemaevideogiochi.com/httpdocs/wp-content/themes/GrungeMag/single.php on line 40