Superman Returns? Non questa volta…

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Niente più mantello e calzamaglia per Brandon Routh. Una notizia che lascia di sasso i fedelissimi del supereroe di Metropolis, che in lui avevano trovato ormai tre anni fa (in Superman Returns) un degno erede, anche a detta di critica, dell’ineguagliabile Cristohper Reeves. La cosa che ha più dell’incredibile è che questo inaspettato “prepensionamento da supereroe” è stato causato dalla stessa Warner Bros, che ha lasciato bellamente scadere nei mesi scorsi il contratto di esclusiva che legava Routh a questo ruolo. A rivelare l’assurda notizia è lo stesso ex Clark Kent, intervistato in quel di Omelete in una pausa nel mezzo delle riprese di Scott Pilgrim vs. the World. L’attore ha spiegato di non aver la benché minima informazione sulla situazione attuale del franchise legato a Superman, e che (per sua sfortuna) il suo contratto con Warner è ormai scaduto da un bel po’ di tempo. “Ma se mi richiamassero, sarei pronto a rivestire i panni di Superman senza pensarci due volte“. Il buon Routh comunque non resterà con le mani in mano e nel frattempo (in attesa di un fantomatico nuovo contratto, se mai arriverà) si cimenterà nel ruolo di protagonista di un altro potenziale franchise: Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo capolavoro nato dalla mente del nostro Tiziano Sclavi.

Sin dall’uscita del capitolo diretto da Bryan Singer, Warner Bros aveva già in preventivo un suo sequel, intitolato (almeno provvisoriamente) Superman: The Man of Steel e previsto per il 2010: come si può facilmente immaginare, gli Studios hanno attualmente congelato ogni progetto per un eventuale nuovo episodio, concentrandosi su altre IP superheroes-based quali Lanterna Verde e un terzo Batman (privo per ora di un regista). Del progetto di affidare a Mark Millar una trilogia sulle origini di Superman, a quanto pare, rimane a malapena il ricordo.

Sia chiaro, nessuno sta dicendo che Warner abbia definitivamente detto addio all’eroe volante per antonomasia: un franchise dal guadagno così facile è, intuitivamente, una gallina dalle uova d’oro sulla quale lucrare in abbondanza. Certo è che potrebbe passare davvero parecchio tempo prima di rivedere un nuovo episodio della serie (perchè non un reboot?) e, è davvero il caso di dirlo, Brandon Routh potrebbe non essere più l’uomo giusto al momento giusto.