Eccoci al secondo appuntamento con lo Speciale sui film maledetti e con due nuovi casi di pellicole perseguitate da oscuri presagi…
Vi dice niente il nome Amityville Horror? Non si tratta solo di un film, ma di un concreto fatto di cronaca. Nel 1974, ad Amytiville, USA, il giovane Robert De Feo stermina a fucilate la propria famiglia: padre, madre e quattro fratelli. La casa dove avvenne il massacro passa nelle mani di numerosi proprietari accomunati da una stessa caratteristica: tutti l’abbandonano perché tormentati da sinistri effetti paranormali. Lo scrittore Jay Anson narra l’esperienza dei coniugi George e Kathy Lutz nel libro Amityville Horror, che riscuote subito grande successo e dal quale nasce una fortunata trilogia cinematografica. Dal racconto dei Lutz apprendiamo preziose e terrificanti indicazioni che avrebbero dovuto persuadere qualunque produttore o regista dal realizzare un film il cui soggetto funesto pare esserlo in partenza.
La casa di Amytiville fu benedetta da padre Frank Mancuso che lo stesso giorno, pranzando con alcuni confratelli, era stato ammonito di non varcarne la soglia. Scettico, il padre non ubbidì e durante la benedizione udì una perentoria voce maschile esclamare: “Fuori!”. Ventotto giorni dopo, il 15 gennaio 1976, i Lutz abbandonarono l’abitazione in seguito all’incredibile varietà di fenomeni inspiegabili, sia fisici che metafisici, che si verificarono tra quelle mura. Una pesante porta si era divelta di colpo rimanendo con un cardine solo; centinaia di mosche avevano infestato una stanza sebbene fosse inverno; le telefonate subivano strane interferenze specialmente durante le chiamate fra i Lutz e Mancuso; una statua di leone si muoveva per la casa; la signora Lutz levitava nel sonno col corpo martoriato da piaghe; un ectoplasma verdognolo colava dal soffitto; la figlia dei Lutz si era creata un amico immaginario che descriveva come un essere dall’espressione porcina… Lo scrittore Jay Anson, che è anche lo sceneggiatore del primo episodio di Amityville Horror, invia il copione a un’amica. La donna e i suoi bambini muoiono pochi giorni dopo in un incendio nella loro casa.
Tornando al presente un altro film nato sotto una cattiva stella e più volte definito maledetto, anche per gonfiare gli incassi al botteghino, è Batman – Il Cavaliere Oscuro. La prima sciagura ha come protagonista l’addetto agli effetti speciali Conway Wicklife, che muore durante le riprese schiantandosi con la macchina contro un albero. Al caso di Heath Ledger, il tenebroso Jocker spentosi dopo aver digerito un micidiale cocktail di farmaci, segue quello dell’uomo pipistrello Christian Bale, arrestato a Londra per violenze ai danni della madre e della sorella. Ma non è tutto: Morgan Freeman, che nel film interpreta il ruolo di Lucius Fox, manager della multinazionale di proprietà di Bruce Wayne, rischia la vita in un grave incidente stradale per colpa un improvviso colpo di sonno.
La lista dei film maledetti potrebbe allungarsi, basti pensare a Il Corvo, o a Tre Uomini e un Bebè, ma per quanto mi riguarda è meglio fermarsi qui. Chi scrive non fa parte della schiera degli agnostici ed è convinto che certe cose è meglio non starle a stuzzicare troppo, soprattutto quando c’è di mezzo lo zampino di un vecchio briccone con tanto di coda, pelo rosso, e corna appuntite.
Filippo Santaniello