C’era una volta, prima dell’incontro con Shrek e Ciuchino, il Gatto con gli stivali, avventuriero solitario e fuorilegge ricercato, sempre in fuga verso qualche luogo o a caccia di nuove femmine. Proprio lui, quel micio dagli occhioni languidi capace de conquistarci fin dalla sua prima apparizione in Shrek 2, torna sul grande schermo con un film tutto suo, in uno spin-off che rivela le origini del personaggio e permette al suadente felino di vivere un’avventura da vero protagonista.
Scopriamo, così, un gattino che ancora nella cesta viene adottato in orfanotrofio dove, vittima di bullismo, trova in Humpty, uovo cervellone, l’unico vero amico con cui condividere sogni e progetti. Un’amicizia stroncata dalla gelosia e dalla cieca ambizione di Humpty e dal conseguente tradimento che costringerà Gatto a trasformarsi da eroe a fuorilegge. Il nostro protagonista, un po’ Zorro e un po’ Robin Hood, troverà il modo di riscattare il suo onore facendosi coinvolgere, proprio dal suo vecchio amico e dalla gattina di strada Kitty, in un’impresa impossibile: la ricerca dei fagioli magici e il ratto della leggendaria oca dalle uova d’oro (ci mettevano dentro anche la Bella Addormentata e la casa di marzapane ed era fatta!). Tra duelli a colpi di spada, passi di flamenco, corse spericolate e mirabolanti peripezie, il film, fatti suoi valori come l’importanza del perdono e dell’onore, l’amore e l’amicizia, condurrà all’ovvio happy end. Un pout pourri di fiabe, una trama che attinge a una serie di tradizioni popolari al fine di sviluppare una storia ricca di linee narrative ed elementi che potrebbero affascinare, ma che invece fa storcere il naso e finisce per farci uscire dalla sala leggermente delusi nelle nostre aspettative.
Le intenzioni di Chris Miller (Shrek 3) e soci sono buone, dovute al desiderio forse di mettere in luce un personaggio tanto amato e che aveva qualcosa da dire, forse di sfruttare l’occasione per rilanciare la saga che stava perdendo, negli ultimi capitoli, un po’ di smalto. Ma, nonostante l’ innegabile appeal del protagonista, la spettacolarità di un’ineccepibile grafica 3D e una cura maniacale dei dettagli e della scenografia (dai movimenti impressionanti del pelo alla ricreazione iper-realistica dell’ambientazione spagnoleggiante), il film perde colpi a causa di un secondo tempo che si arrampica sugli specchi e di personaggi che non convincono affatto.
Una pellicola nata dalla costola di Shrek ma che, a parte l’ambientazione e gli elementi favolistici, ha poco a che vedere con quello a cui la saga ci ha abituati. Humpty, Kitty, Jack, Jill e tutti gli abitanti di San Ricardo, infatti, non possiedono sfumature psicologiche in grado di farci appassionare o affezionare a loro (anzi, spesso i loro comportamenti risultano irritanti e ripetitivi) come invece avevano fatto Pinocchio, i 3 porcellini, Zenzy e le principesse combattenti; per non parlare delle citazioni e delle battute esilaranti, stavolta quasi totalmente assenti. La storia finisce, così, per reggersi unicamente su Gatto, il quale, però, non riesce a portarla avanti senza farci notare tali pecche.
Nel suo complesso, il film risulta un po’ scontato nel suo messaggio buonista e non più pensato per un pubblico adulto in grado di apprezzare il cinema d’animazione, ma per intrattenere e far ridere i più piccoli. Tra cinepanettoni, fiabe natalizie e tipiche commedie americane, Il Gatto con gli stivali, molto apprezzato dal pubblico d’oltreoceano, saprà comunque farsi valere anche qui da noi.
Giulia Adonopoulos
Fatal error: Call to undefined function related_posts() in /var/www/vhosts/cinemaevideogiochi.com/httpdocs/wp-content/themes/GrungeMag/single.php on line 40