Shrek e visseo felici e contenti: tra crisi di mezza età e mondi alternativi

Recensione di Shrek e vissero felici e contenti

Come da tradizione tutti gli orchi dovrebbero essere insoddisfatti. Emarginati per la loro bruttezza e la loro ferocia, sono creature destinate a vivere una vita fatta di solitudine, una vera e propria condizione da reietti. Nessuno avrà qualcosa da appuntare a questo ragionamento se non che il motto dell’eccezione che conferma la regola ha trovato in Shrek uno dei personaggi più originali dell’ultimo decennio. Anche noi come gli abitanti di Far Far Away abbiamo imparato ad apprezzare i suoi modi poco raffinati, il fare goffo e il suo aspetto che è quanto di più lontano ai nostri canoni estetici.

Eppure Shrek sembra avercela fatta, almeno all’inizio del quarto e conclusivo capitolo Shrek e vissero felici e contenti. Anche in questo/quel mondo basato sull’apparenza, l’orco verdognolo è riuscito a costruirsi una reputazione. Se lo si guarda nella sua interezza, l’universo che la DearWorks è riuscita a elaborare attorno al personaggio di Shrek è un vero e proprio viaggio di formazione e di maturazione: scorrendo lungo i tre capitoli, tutti apprezzabili e apprezzati, riusciamo a scorgere come l’umanità del tenero orco si sia mostrata nella sua purezza quasi più di quanto non riescano a dimostrarlo gli umani. Nel primo capitolo la ricerca di Shrek si è spinta nel profondo per capire chi fosse, nel secondo è venuta a compimento la rispettabilità sociale e nel terzo, il nostro orco ha imparato ad amare il prossimo, in particolare i suoi figli.

Ciuchino in Shrek e vissero felici e contenti

E adesso? Ora che Shrek ha ottenuto tutto cosa mai sarebbe potuto succedergli? Una bella crisi di mezza età! È questo lo spunto attorno al quale la DreamWorks ha riaperto l’affascinante fiaba postmoderna per dare una degna conclusione al personaggio di Shrek e poter finalmente dire “…e vissero tutti felici e contenti”. Una tematica forse un po’ troppo scomoda che gli sceneggiatori sono riusciti a risolvere solo in parte costruendo un mondo parallelo dove le cose si svogono al contrario rispetto alla vita di sempre a Far Far Away. Anche i due comprimari, Gatto con gli Stivali (che vedremo presto in uno spin-off) e Ciuchino, si scambiano letteralmente il corpo. Un brutto scherzo ad opera del cattivissimo Tremotino che mette in atto il suo piano malefico offrendo all’insoddisfatto e depresso Shrek di tornare alla vita di un tempo, quella lontano da tutto e da tutti, solo con le proprie abitudini, i bagni nel fango e la pessima reputazione. Tutto questo in cambio in un giorno della sua vita.

Tremotino in Shrek e vissero felici e contenti

La nuova esperienza, questo incubo ad occhi aperti, convince Shrek della bontà di ciò che è riuscito a ottenere nella vita, della sua quotidianità, e anche del suo amore per Fiona, messo in discussione con troppo slancio. L’escamotage del mondo parallelo, magistralmente realizzato in 3D, perde per strada però quel piglio che ne aveva contraddistinto l’originalità nei capitoli precedenti. L’opportunità di giocare sul piano del contrasto ridisegnando un mondo “contrario” alla realtà in cui vive Shrek, ha portato a una completa revisione dello stile visivo, molto più dark a causa delle conseguenze del “patto col diavolo”. E in questo mondo dei contrari, dove ci si può concedere qualche licenza in più, c’è spazio anche per una Fiona capo-guerriera e ligia al dovere che non manca di mostrare il suo sottile disprezzo per il mondo maschile, ennesima declinazione femminista che il cinema mainstream a stelle e strisce sembra aver preso come riferimento per non uscire fuori dai binari del politically correct. Alice in wonderland di Tim Burton qualche tempo fa almeno ce lo aveva mostrato con un pizzico di originalità in più. Splendide come sempre le comparse attinte dal grande bacino delle fiabe e delle leggende della tradizione occidentale. A farla da padrone in questo capitolo è il Pifferaio Magico, aiutante di Tremotino che ipnotizza le sue prede con il suono del suo strumento.

Fiona e Shrek in Shrek e vissero felici e contenti

E così anche Shrek sembra essere andato in pensione. Di sicuro più felice e contento de Gatto con gli Stivali e di Ciuchino che durante la trasformazione finale, dopo la rottura dell’incantesimo, restano ognuno in possesso di una parte dell’altro…

Letizia Geron