Oscar al grande Jeff ‘Bridges’ Lebowski

“Grazie mamma e papà per avermi incoraggiato a una professione così divertente”. Con queste parole Jeff Bridges ha aperto il suo discorso di ringraziamento dopo che Kate Winslet gli ha consegnato l’Oscar come Miglior Attore Protagonista per Crazy Heart, film in cui interpreta un vecchio cantante country alcolizzato a fianco di Colin Farrell. Una sorta di premio alla carriera per il sessantenne californiano, che in quarant’anni di attività ha collezionato più di cinquanta ruoli oltre a svariate presenze in serie tv americane.
Era destino che Bridges entrasse nel mondo del cinema. Figlio di due noti attori americani, Lloyd e Dorothy Dean Bridges, Jeff fa la sua prima comparsa sullo schermo all’età di otto mesi nel film N.N. Vigilata Speciale con John  Cromwell. Nei primi anni Sessanta recita al fianco del padre in alcuni episodi della serie tv The Lloyd Bridges Show, ma dopo la laurea alla University High School di Los Angeles decide di entrare a far parte della guardia costiera americana. Jeff capisce quasi subito che non è quella la sua strada, e dopo alcune interpretazioni in pellicole di poco valore, nel 1972 arriva la prima nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista per L’Ultimo Spettacolo di Peter Bogdanovich, bissata nel 1975 con Una Calibro 20 per lo Specialista di Michael Cimino.

A metà degli anni Settanta incontra sul set di Scandalo al Ranch l’amore della sua vita, la fotografa Susan Geston, che sposa nel 1977 e da cui ha tre figlie. Nel 1985 riceve la nomination all’Oscar e ai Golden Globe come Miglior Attore Protagonista per la pellicola di John Carpenter Starman. Proseguono le sue collaborazioni con importanti registi. Nel 1988 è Preston Tucker, il geniale inventore di tecnologie artigianali nel film di Francis Ford Coppola Tucker, un uomo il suo sogno. L’anno successivo recita insieme al fratello Beau e a una giovanissima Michelle Pfeiffer nel fortunato I favolosi Baker dove interpreta un musicista di pianobar. Terry Gilliam lo vuole in La Leggenda del Re pescatore, in cui veste i panni di un disk jockey caduto in disgrazia a fianco di Robin Williams, ex professore di storia che dopo aver assistito alla morte violenta della fidanzata diventa un barbone.

A parte una breve parentesi televisiva nel film tv L’Orgoglio di un Padre, Bridges torna al cinema diretto da Ridley Scott in L’Albatros – Oltre la Tempesta, ma il ruolo che lo rilancia alla fine degli anni Novanta è quello di Jeff ‘Drugo’ Leboswki nel film di culto dei fratelli Coen Il grande Lebowski, dove interpreta  un hippie sopravvissuto agli anni Sessanta che si ritrova invischiato in una serie d’intricate vicende tra rapimenti e riscatti. Jeff mostra in quest’occasione di essere un attore dotato di grande versatilità tanto da diventare un idolo per gli amanti del genere.

Dopo la sua quarta nomination nel 2000 per The Contender, negli ultimi anni lo abbiamo visto in ruoli meno convincenti o quasi invisibili come in Iron Man. Ma il vento sembra essere cambiato, e dopo averlo ammirato di recente nei panni di uno stravagante marines ‘figlio dei fiori’ nella commedia L’uomo che fissava le Capre di Grant Heslov, potremo apprezzarlo nuovamente l’anno prossimo in Tron Legacy, secondo capitolo di Tron, il film del 1982 in cui l’attore interpretava la parte di un programmatore di computer intrappolato in un videogioco. Lo vedremo a breve anche nel remake  di Il Grinta diretto dai fratelli Coen, quel western che aveva permesso a John Wayne di vincere l’unico Oscar della sua carriera. Destini che s’intrecciano e una nuova, definitiva, seconda giovinezza per Jeff Bridges.

Letizia Geron


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2 Commenti to “Oscar al grande Jeff ‘Bridges’ Lebowski”

  1. administrator scrive:

    Un grandissimo attore, non c’è che dire. Standing ovation!

  2. [...] il grande successo di Crazy Heart e del suo magnifico protagonista Jeff Bridges, sembra che l’ambientazione country, accompagnata dalle nostalgiche note della musica più [...]

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