Oscar 2012: tra previsioni e conferme

Il 24 gennaio 2012 l’annuncio delle candidature al premio più ‘glamour’ per il cinema mondiale (l’Oscar) sarà definitivo. Con una novità in merito alle candidature: la categoria “Miglior Film” non sarà stretta dentro una cinquina fissa di nomination, ma oscillerà tra 5 e 10 titoli, includendo anche quei film che avranno raccolto almeno un 5% di preferenze tra i più dei 6.000 membri dell’AMPAS (Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’associazione cinematografica che organizza la cerimonia degli Oscar), compresi i 18 titoli sottoposti all’Academy per la nomination nella categoria ‘animated feature film’. Aspettando il 26 febbraio e l’ampollosa notte al Kodak Theatre presentata-presieduta in questa 84esima edizione da Eddie Murphy, oltre ai già noti A dangerous method di David Cronenberg, Carnage di Roman Polanski, The ides of march di George Clooney e il sempre più epurato da diffidenze-censure del perbenismo americano, Shame di Steve Mcqueen, gettiamo l’occhio sui pronostici più freschi, in cerca di outsider convincenti. Toronto Film Festival, Telluride Film Festival in Colorado (poco noto per noi, ma fucina molto conosciuta di selezione per gli Usa), Sundance Film Festival i luoghi ‘natii’ da cui si pescano le visioni da premiare nelle articolazioni delle categorie delle gloriose statuette, includendo per l’Europa, La Mostra del Cinema di Venezia, e il Festival di Cannes ‘spulciato’ con sempre meno diffidenza da qualche anno a questa parte.

The Artist del regista francese Michel Hazanavicius è indubbiamente la vera sorpresa cinematografica di quest’anno (in concorso al Festival di Cannes 2011, in uscita proprio in questi giorni nelle nostre sale). Omaggio agli albori del cinema e alla sua vera essenza, oggi sempre più rarefatta e persa… Film muto in piena regola, che ci accompagna all’avvento al sonoro con omaggi cinefili, una ironia contagiosa e trovate spiazzanti.

The Descendants di Alexander Payne e un intenso George Clooney (in lista per l’Oscar come Miglior Attore), che nel contrasto ‘effimero ed etereo del paradiso hawaiano’, affronta la resa dei conti di un uomo spiazzato dal coma della moglie e dalla scoperta del di lei tradimento.

Extremely Loud & Incredibly Close di Stephen Daldry (regista di The Reader) tratto dall’omonimo romanzo (Molto forte, incredibilmente vicino, editrice Guanda) di Jonathan Safran Foer del 2005. Viaggio straordinario di un piccolo orfano dell’11 settembre, unito al papà da una misteriosa chiave che lo porterà ad attraversare le 5 contee di New York.

Midnight in Paris e la filosofia di Woody Allen dell’illusione, questa volta raccontata (non nella brillantezza anche ironica che lo caratterizza) attraverso l’attrazione dello sceneggiatore di Hollywood Gil (Owen Wilson) per la magia di Parigi e la vita artistico-intellettuale degli anni ’20.

War Horse di Steven Spielberg (che uscirà negli States il 25 dicembre), e il (tutto spelberghiano) legame  tra il cavallo Joey  e Albert, suo addestratore, sullo sfondo della prima guerra mondiale.

The Tree of Life di Terence Malick (vincitore del Festival di Cannes 2011), l’etico-sospeso mondo che da sempre Malick riesce a rendere, esplode denso e ipnotico, nell’affascinante viaggio attorno al mistero della vita, sostenuto da un convincente Brad Pitt.

Money Ball (L’arte di vincere, presentato in anteprima italiana al Torino Film Festival e nelle sale italiane dal 27 gennaio) di Bennett Miller, dove di nuovo Pitt viene segnalato per la sua brillante interpretazione, questa volta del General Manager degli Oakland Athletics, squadra di baseball in crisi di identità, che Pitt rigenererà attraverso una messa in gioco totale e fuori dal comune.

J. Edgar di Clint Eastwood (nelle nostre sale dal 4 gennaio 2012), biopic su J. Edgar Hoover (personaggio impegnativo, anche anagraficamente, che Eastwood ha affidato a Leonardo di Caprio). L’uomo simbolo dell’FBI, di cui rimase a capo per più di 35 anni (dall’apertura dell’agenzia federale nel 1935 fino alla sua morte, avvenuta nel 1972), implodendo in un ruolo e dentro una struttura che finirà per sfuggirgli completamente dal controllo.

Tinker Tailor Soldier Spy (La talpa) di Tomas Alfredson (in uscita italiana il 20 gennaio), un adattamento dell’omonimo best seller del 1974 di John Le Carré, da molti considerato il vero outsider di questi Oscar, primo episodio della ‘trilogia di Karla‘, incentrato sulla figura di un agente segreto inglese, George Smiley (Gary Oldman), vicino al pensionamento, alle prese con il mondo della Guerra Fredda.

Albert Nobbs di Rodrigo García, basato su di un racconto dello scrittore irlandese George Moore, dove spicca la metamorfosi di Glenn Close (produttrice e co-sceneggiatrice della pellicola), che diventa uomo per interpretare la donna che nell’Irlanda del XIX secolo si traveste di abiti maschili per poter lavorare come maggiordomo. Il film uscirà negli USA il 27 gennaio 2012, mentre in Italia arriverà a febbraio (presentato in anteprima al Torino Film Festival 2011 come evento di chiusura).

Rampart di Oren Moverman (regista di The Messenger) è altro outsider. Tratto da una storia di James Ellroy, dramma poliziesco dominato da Woody Harrelson alias poliziotto Dave Brown, ex veterano del Vietnam che nella Los Angeles del 1990, lotta quotidianamente per la propria sopravvivenza.

The Iron Lady di Phillida Lloyd, (regista di Mamma Mia), biopic su uno dei personaggi più controversi e discussi della politica britannica e non solo: Margaret Thatcher. Uno dei film più attesi del 2012, con una  Meryl Streep praticamente certa dell’ennesima nomination agli Oscar.

Terraferma di Emanuele Crialese, il discusso Premio Speciale della Giuria del Festival di Venezia di quest’anno, è il candidato italiano agli Oscar, scelto dalla Commissione di selezione istituita all’Anica. La pellicola, incentrata sul microcosmo di una famiglia di pescatori di un’isola siciliana, scissa tra passato e modernità, ha contrastato e prevalso su giganti (probabilmente troppo cinefili) del calibro di Nanni Moretti e Mario Martone.

E infine, l’animazione: la Pixar dovrebbe rimanere a bocca asciutta per il 2012. Quattro i titoli sulla cresta dei premi: Il gatto con gli stivali, Rango (il favorito), Kung Fu Panda 2 e Le Avventure di Tintin.

Maria Cera

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