Una brutta notizia che accompagna (con auspici tutt’altro che favorevoli per il nostro cinema e la cultura tutta) il passaggio da un 2011 da archiviare come uno dei peggiori anni per l’Italia, ad un 2012 fresco di nascita e di speranza, quantomeno in prospettiva di sacrifici per il meglio (ci si augura). Piombato all’attenzione come un vero e proprio fulmine a ciel sereno, l’ordine del giorno collegato alla legge finanziaria, approvato da circa trenta consiglieri di maggioranza (Pdl, Lega Nord, Udc, Fli) e d’opposizione (Pd) della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Tale ordine impegna la Giunta a non concedere finanziamenti per produzioni cinematografiche che non rientrino nelle finalità della legge 21/2006. Beh, messa in questi termini, la beffa è ancora più criptica e meschina. Andando a toccare la sostanza della questione, l’ordine del giorno pare avere come unico obiettivo l’affossamento del nuovo progetto cinematografico di Marco Bellocchio, autentico maestro e autore cinematografico tra i più apprezzati a livello internazionale. La bella addormentata è la nuova pellicola su cui il regista sta concentrando tutte le proprie energie creative e professionali. Il film (ed ecco il tentativo di riflessione ‘pericoloso’, da boicottare ancor prima di saperne altro dal fatto in sé di ‘trattare una vicenda innominabile’) è ispirato al caso Eluana Englaro, la giovane donna che, a seguito di un incidente stradale nel 1992, è entrata in coma ed ha vissuto in stato vegetativo irreversibile per 17 anni, fino alla decisione giudiziale del 2009 favorevole all’avvio del processo di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata (il cui iter era stato attivato dal padre di Eluana, Beppino Englaro, dal 1999 mobilitatosi nel chiedere per via giudiziaria la sospensione dell’alimentazione artificiale e delle terapie nei confronti della figlia Eluana, considerate un inutile accanimento terapeutico).
Il 9 febbraio del 2009 Eluana, a pochi giorni dal ricovero alla casa di riposo “La Quiete” di Udine dove era stata trasferita per avviare l’attività di sospensione dell’alimentazione artificiale, è deceduta per un arresto cardiaco a seguito, probabilmente, di sopraggiunta insufficienza renale. Cattleya, produttrice de La bella addormentata, ha chiesto (come in genere le case di produzione fanno) un finanziamento regionale attraverso la Friuli Venezia Giulia Film Commission, alla quale è stata allegata anche la sceneggiatura di Stefano Rulli e Sandro Petraglia.
Intanto, i consiglieri della Regione Friuli si difendono con argomentazioni a dir poco imbarazzanti, attaccandosi alla lettera della normativa, e perciò sancendo che la tematica affrontata da La bella addormentata non sarebbe conforme alla finalità cardine dei finanziamenti friulani, ossia promuoverne il territorio. Dalle singole dichiarazioni dirette dei consiglieri coinvolti, però, le motivazioni appaiono convergere sulla inopportunità di trasformare la vicenda drammatica di Eluana Englaro in una fiction, con rischi pesanti di strumentalizzazioni. E un’obiezione di questo tipo rappresenta il paradosso dei paradossi. Dentro i media italiani malati, che hanno fatto della fiction un vero mostro, con escalation di serie televisive senza alcun tipo di approfondimento, reazionarie e soporifere nell’accogliere luoghi comuni e un politically correct perenne, il legare l’accusa di strumentalizzazione ad un cineasta lucido, indipendente e di così necessaria urgenza sociale come Marco Bellocchio (autore di autentici capolavori come I pugni in tasca, Nel nome del padre, L’ora di religione, Buongiorno notte, Vincere), appare un colossale autogol, che conferma i timori di far ragionare e riflettere su di un argomento così importante, la collettività intera. E tale sospetto è pesantemente rimarcato se si tiene presente che La bella addormentata non affronta direttamente il caso Englaro, come ha precisato alla stampa il fondatore di Cattleya, Riccardo Tozzi: “Il film racconta tre diverse storie di fantasia che si svolgono nel clima degli ultimi giorni di vita di Eluana. La sua vicenda resta di sfondo attraverso notiziari e materiale documentario. È un film di grande intensità spirituale, senza nessuna irrisione nei confronti delle posizioni cattoliche”.
Lo stesso Beppino Englaro aggiunge ulteriore chiarezza: «Nel film non c’è la figura di Eluana né la mia. Non hanno capito che il film non è contro nessuno e che questo tema va, in ogni caso, affrontato. Continuare su questa strada è quasi assurdo. Sarebbe bastato riflettere un po’ per capire che è un comportamento inaccettabile. Bellocchio si ispira a questa vicenda, in particolare agli ultimi giorni di vita di Eluana, guardandola dal punto di vista politico, ma sullo sfondo ci sono i grandi temi della vita e della morte. Quando si muove un regista del suo livello si dovrebbe solo essere curiosi di vedere la sua immaginazione cosa riuscirà a creare, non reagire in maniera limitata». Bellocchio, per il momento, tace. Ricordiamo solamente le sue parole in merito all’intenzione di dedicarsi a La bella addormentata: “Da uomo di sinistra ho fatto un film sul terrorismo e da ex alunno dei gesuiti ora affronto il tema dell’eutanasia. Quella di Eluana Englaro è una vicenda che mi ha colpito moltissimo e ho deciso di raccontarla nella forma in cui tutti noi l’abbiamo vissuta, ovvero quella mediatica”. Le riprese del film sarebbero dovute iniziare a fine gennaio. Il cast comprende, tra gli altri, Alba Rohrwacher,Toni Servillo, Pier Giorgio Bellocchio e Michele Riondino. Vedremo come andrà a finire tutto questo.
Maria Cera
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