Nonostante nell’immaginario collettivo è nella commedia che eccelle, è proprio con un film di questo genere, All about Steve,che ha conquistato il Razzie award come peggiore interpretazione, mentre ha vinto l’Oscar come migliore attrice nel drammatico The blinde side. Una situazione che se riguardasse qualsiasi altra attrice risulterebbe paradossale, ma non per la versatile Sandra Bullock, l’unica nella storia degli Oscar ad aver vinto a distanza di poche ore il premio sia come peggiore che come migliore interprete. Due premi che ha ricevuto con la solita ironia che la contraddistingue: “Spero che non sia la fine della mia carriera, che la gente non scappi nel sentire il mio nome… Confesso di non aver mai creduto di poter vincere un Oscar. Ho sempre seguito la cerimonia, ho sempre amato lo show, sono stata spesso fra quelli che, sul palco, hanno presentato i vincitori. Ma non credevo che un giorno avrei potuto riceverlo anch’io. Sono ancora sotto shock. E felice. È stato tutto una sorpresa. The Blind Side è venuto fuori dal niente e ha avuto un successo di pubblico straordinario” ha dichiarato l’attrice nell’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica riguardo all’Oscar. Sul Razzie Award ha invece detto: “Siamo nel business dello spettacolo, è quello che dobbiamo fare, prendi il bene e il male. Io mi sono divertita un mondo alla serata dei Razzie. È quello che è, forse fa più sensazione perché le due cose sono successe a distanza di poche ore. Diciamo che il Razzie non mi permette di montarmi la testa, mi fa restare umile”.
Nata a Washington D.C., Sandra è figlia della cantante teatrale tedesca Helga Meyer (da poco scomparsa e a cui ha dedicato l’Oscar) e di un professore di dizione originario dell’Alabama, che sin da bambina le fanno respirare l’aria del palcoscenico. Trasferitasi a New York studia recitazione con Sanford Meisner e nel 1993, dopo alcune interpretazioni off-Broadway, si fa notare in Demolition Man accanto a Sylvester Stallone. Ma è con l’adrenalinico Speed che conquista il successo planetario, in cui è protagonista insieme a Keanu Reeves (Matrix), che ritroverà anche nel 2002 sul set de La casa sul lago del tempo.
Sbaglia chi finisce per identificare la Bullock esclusivamente come attrice. Dopo aver interpretato nel 1995 la commedia Un amore tutto suo e il thriller The Net – Intrappolata nella rete, la Bullock diventa infatti produttrice, fondando la casa Fortis Films, e regista, dirigendo il cortometraggio Making Sandwiches. La sua vera vita, però, è il set. È lì che può sperimentare ogni volta metamorfosi nuove, portare sulla scena le sue sfaccettature interiori – per Douglas McGrath è diventata la scrittrice Harper Lee nel film Infamous – Una pessima reputazione; Mennan Yapo in Premonition la dirige nell’intenso ruolo della vedova visionaria Linda. Ma senza mai dimenticare il suo primo amore, ovvero la commedia romantica. Con l’ultimo successo, il brillante Ricatto d’amore, ha ottenuto la nomination ai Golden Globe come Migliore attrice in un film commedia. Premio che alla fine è stato vinto da Meryl Streep per Julie and Julia.
Prima degli Oscar le due attrici sono state in competizione anche lo scorso gennaio ai Critic’s Choice Award, dove entrambe hanno conquistato il premio che ogni anno, da ormai 15 anni, viene assegnato dai 200 critici cinematografici della Broadcats Film Critics Association. Un successo che la Bullock ha voluto festeggiare con un bacio saffico alla grandissima collega Meryl, divertendo l’intera platea. “Meryl Streep è una brava baciatrice” ha detto la Bullock per concludere la gag. Noi, come tutto il mondo, sappiamo che la Streep è anche un’attrice superlativa e, nonostante Sandra Bullock abbia delle buone doti artistiche, quella statuetta avrebbe potuto riceverla la già vincitrice di due premi Oscar per Kramer contro Kramer e La scelta di Sophie.
Maria Cristina Tora