Nonostante la nota casa editrice esista da più di cinquant’anni, è solo da un decennio che c’è stato il boom dei film tratti dai fumetti Marvel. Il motivo è molto semplice: trasporre le spettacolari imprese supereroiche da vignetta a pellicola era semplicemente un incubo. Almeno con tradizionali effetti speciali. Ora che il digitale ha dischiuso possibilità visive prima impensabili (nonché abbassato vertiginosamente i costi di produzione), abbiamo potuto seguire al cinema le imprese dei Fantastici 4, di Blade, dell’Uomo Ragno, di Hulk e molti altri esponenti della mitologia marvelliana. Questo Iron Man 2 è stato addirittura girato con il nuovissimo formato IMAX, tecnica che permette una altissima risoluzione (tra le altre poche opere girate in questo modo ricordiamo uno sconosciuto filmetto di nome Avatar). E pensare che il primo vero lungometraggio Marvel è stato il quasi demenziale Howard e il destino del mondo, girato nel 1986.
Il primo Iron Man invece, girato anch’esso da Jon Favreau, è uscito appena due anni fa e racconta la genesi del supereroe: Tony Stark (Robert Downey Jr.), un miliardario specializzato nella realizzazione di armi di guerra, costruisce una avanzatissima armatura grazie alla quale diventa un paladino della giustizia, rivedendo molte delle sue precedenti convinzioni. Il primo film si conclude con Stark che dichiara pubblicamente la sua identità segreta, cosa decisamente anomala nel mondo dei supereroi. Questo sequel inizia sei mesi dopo questo evento. La grandissima popolarità rende l’eroe bersaglio di un temibile avversario chiamato Whiplash (Mickey Rourke) che, finanziato da un altro miliardario, sfrutta tecnologie molto simili a quelle di Iron Man. Al fianco dell’eroe in difficoltà si schiererà il vecchio amico War Machine.
Oltre ai già citati Downey e Rourke, il cast di questo film è imperdibile: Samuel Jackson, Gwyneth Paltrow, Scarlett Johansson e – tenetevi forte fan del fumetto – sua maestà Stan Lee in persona (già apparso in una puntata della serie TV Heroes, che vi consigliamo). Esattamente come nei fumetti, anche nei film Marvel le storie sono intrecciate fra loro. È bene dunque ricordarsi che gli avvenimenti qui esposti vanno collocati cronologicamente prima de L’incredibile Hulk (alla fine del film sul gigante verde c’è un dialogo tra il colonnello Ross e lo stesso Stark). Il trailer rende evidente fin da subito la differenza di base tra Iron Man e gli altri supereroi: qui non si racconta la storia di un outsider, un nerd o un mutante, ma di un riccone irrispettoso delle istituzioni, donnaiolo, esibizionista e senza neanche la tipica identità segreta. Altra cosa subito chiara: il film attinge a piene mani dall’immaginario collettivo americano, tutto stelle e strisce, hard rock e cheerleader. Dopo la quarta visione, ci si accorge anche che il cattivissimo Whiplash non è altri che l’ormai irriconoscibile Mickey Rourke, perfetto nella parte e quasi più brutto di come ce lo ricordavamo in The Wrestler.
La sceneggiatura è stata scritta da Justin Theroux, finora conosciuto quasi esclusivamente come attore (Mulholland Drive e Inland Empire in filmografia, ovvero due capolavori di quella testa matta di David Lynch) e dalle cui interviste è stata confermata la voce di un terzo capitolo della serie sull’uomo di ferro. Alle musiche troviamo con piacere John Debney, che sfiorò l’Oscar nel 2005 con La passione di Cristo. Pronti al lancio promozionale anche gli action figures, ovvero la linea di pupazzi degli agguerriti protagonisti (ma purtroppo non delle belle Scarlett e Gwyneth…). Il 14 maggio, a una sola settimana dall’uscita in America, Iron Man arriverà come un razzo in Italia. Per il 2011 è invece previsto Thor, seguito da un lungometraggio su Capitan America e successivamente da un più generico film sui Vendicatori, ossia il ‘dream team’ dei supereroi Marvel. Perciò, lettori giovanissimi, tranquillizzate le vostre mamme. Con una tale schiera di paladini in giro, cosa può mai capitarvi anche se il sabato state in giro fino alle due (l’ultimo spettacolo cinematografico non finirà certo prima)?
Gigi Dalle Carbonare