Stamattina a Cartoomics è stata dedicata una mostra alla donna Bonelli del momento… o forse dovremmo dire dell’ultimo decennio. Quest’autunno infatti Julia toccherà i 10 anni ininterrotti di edicola e successo, un connubio spesso raro al di là dei valori oggettivi. Sono state esposte originali e copertine in omaggio alla carriera della criminologa più nota d’Italia, “figlia” di Giancarlo Berardi e oramai famosa per aver preso in prestito le dolcissime sembianze di Audrey Hepburn. Nonostante le critiche mosse negli anni al personaggio di Julia Kendall, forse un po’ troppo perfetta, troppo buona, troppo intelligente e bella e piena di sentimenti positivi e mai sgarbata, i lettori non hanno voluto sentire ragioni:e a loro soprattutto si è pensato, organizzando l’esposizione. A quelli che la seguono fin da Gli occhi dell’abisso, come ai moltissimi che si sono addizionati negli anni, leggendo in casa di amici o per passaparola. Chi scrive invece vanta una “carriera” di lettrice indipendente ed autonoma, visto che ha inaugurato con il numero 1 di Julia gli anni dell’università. Un fumetto preso di corsa, in un turbinio di libri sconosciuti e timori per il futuro, nell’edicola di una stazione che non esiste più, quasi 120 mesi fa.