Chi, mentre ascoltava musica a un concerto, non si è mai emozionato al grido di sesso, droga e Rock ‘n’ Roll? Chi non ha mai mitizzato Kurt Cobain, o votato per i Rolling Stones nel mitico paragone coi Beatles? Il Rock è una filosofia, lo dicono in tanti, Hank Moody (David Duchovny) è la persona che vive questa filosofia e, nel farlo, incasina la sua vita nei modi più disparati. Per nostra fortuna Moody altri non è che il protagonista di Californication, arrivato ora alla sua seconda stagione.
Un piccolo preludio con sottofondo in vinile
Per chi non avesse mai sentito parlare di questa geniale serie interpretata dal fu agente Molder, Californication è la storia di un autore, Hank appunto, squattrinato e costantemente ubriaco, che ha raggiunto il successo grazie ad un iracondo volume intitolato Dio ci odia tutti, trasformato poi in un orrido film: Quella folle dolce cosa chiamata amore. Se pensate che vedere il proprio lavoro rovinato sia la cosa peggiore per uno scrittore, beh, allora non sapete ancora che il nostro “eroe”, coi suoi modi burberi, è riuscito a rendere la relazione con la sua bellissima musa ispiratrice un inferno senza precedenti e, dopo averla persa per un altro, non è riuscito più a scrivere due parole in croce. Ora si ritrova con una figlia preadolescente, una decappottabile orribilmente scassata e una lunga serie d’avventure che non tardano a creargli problemi. Ovviamente non vi riveleremo il finale, basti sapere che gli eventi narrati in questa prima serie, seppur autoconclusivi, sono riusciti a dare adito a una seconda serie in cui, l’ancor più rovinoso Hank si ritroverà alle prese con la biografia di un famoso produttore discografico che, ironia della sorte, personifica il suo stesso ideale. Moody quindi avrà finalmente l’occasione di capire come sia difficile la convivenza con sé stesso ma, allo stesso tempo, non riuscirà a cambiare il suo tragico comportamento.
E ora Rock
La trama, nonostante tutto, non è tra le più complesse, questo possiamo vederlo tutti, ciò nonostante questa nuova e politicamente scorretta sit-com risulta divertente ed emozionante, senza perdersi in troppi, inutili sproloqui. Ogni stagione è un’avventura di circa una dozzina d’episodi (della durata di 20 minuti circa) che raccontano una singola evoluzione della storia d’amore tra Hank e Karen. Una storia infinita che, probabilmente, troverà conclusione unicamente con l’ultima stagione della serie televisiva, speriamo solo non duri quanto il telefilm che ha reso famoso il nostro simpatico Duchovny. Dall’eterno, ed eternamente lungo, X-files a Californication ne passa infatti tanta di strada ma, dobbiamo ammetterlo, più che nel ruolo dell’agente Molder lui risulta più convincente in quello dello scapestrato Moody e, con poco sforzo, appare erudito, casinista e rocchettaro quanto basta per rendere appieno il personaggio e per accontentare sia chi vuole godersi una commedia adulta, sia chi si rivede, o quanto meno vorrebbe ritrovarsi, nei panni di un protagonista di tale risma. Ma a farla da padrone in questa seconda serie sono i comprimari, la cui vicenda viene esplorata in modo tale da garantire una maggiore comprensione del mondo di Moody. Abbiamo la figlia che cresce e che affronta i problemi del primo amore, l’agente di Hank (e suo migliore amico) che dovrà vedersela con le controversie create dai suoi vizi, nonché le tante ex-amanti del protagonista, che lo metteranno nei guai spesso e volentieri. Los Angeles è la città del peccato, Californication, coi suoi personaggi al limite tra dramma e commedia, vuole dimostrarcelo.
In fin dei conti ci ritroviamo di fronte a una serie molto divertente, ma dai toni tanto forti e adulti da allontanare immediatamente una grande porzione di pubblico. Trasmesso in tarda serata anche in America, è però un telefilm che riesce nel suo intento, discostandosi tanto dalla stragrande maggioranza delle sit-com televisive (non se ne poteva più di Tutto in famiglia e de La vita secondo Jim) quanto dai fin troppo seriosi telefilm drammatici che erano soliti trattare le stesse tematiche. Da vedere!
Fabio Davide