The Expendables: il dream team dei film d’azione

Se qualcuno iniziasse una frase dicendo “ci sono Stallone, Schwarzy e Bruce Willis…” la prima cosa a cui pensereste è che vi stiano per raccontare una barzelletta. E invece no. Il Sylvester più famoso al mondo, ormai saltato anche aldilà della telecamera in veste di regista, è riuscito nel miracolo: riunire le icone più rappresentative del genere action in un’unica, adrenalinica avventura. The Expendables si pone già sulla carta come pellicola cult, che mette in mostra i protagonisti dei film d’azione anni ‘80 e ‘90. Oltre ai tre dinosauri sopracitati (Stallone e Schwarznegger, per la prima volta sul set assieme, hanno 65 anni…) ritroviamo infatti anche il rigenerato Mickey Rourke (Iron Man 2) e Dolph Lundgren (“io ti spiezzo in due”), quest’ultimo reduce da una serie di fiaschi da capogiro e certamente lieto di ritrovarsi accanto allo storico nemico in questo annunciato blockbuster. In realtà il programma era originariamente molto più ambizioso: prevedeva anche Van Damme, Steven Seagal e Jackie Chan (sostituito egregiamente da Jet Li, altro eroe del calcio rotante).

Per compensare queste assenze, sono state coinvolte nel film star dello sport e del wrestling a stelle e strisce, riconoscibili soprattutto dal pubblico americano. Un po’ in sordina, ma neanche tanto, presenziano fieramente Jason Statham (Snatch), eletto così icona action degli anni 2000, ed il fratellone di Julia Roberts, Eric (Il cavaliere oscuro). Il trailer è esattamente come ve lo immaginate: sparatorie, cazzotti, battutacce e americanate a nastro. La trama: un gruppo di mercenari americani viene assoldato da un certo Church (Willis) per rovesciare una dittatura in Sud America: se la vedranno brutta, e noi con loro. Appare cristallina la volontà di ristabilire la dicotomia tipica della mitologia statunitense al grido di “arrivano i nostri”. Il cattivo è sempre straniero, non è uno di noi e non lo sarà mai. E i buoni, anche se colpevoli di qualche peccatuccio come l’ultraviolenza o la dipendenza da droga, sono pur sempre i nostri e useranno la loro forza devastatrice per riportare l’ordine dove ora regna il caos. Possiamo quindi affermare che The Expendables, il cui titolo deriva da una frase di Rambo 2, ha una forte componente politica, ma non solo a livello di plot. Oltre alla presenza del noto governatore repubblicano della California, vanno ricordate anche le dichiarazioni di Bruce Willis in difesa della politica di George W. Bush. Quest’ultimo, nato lo stesso giorno dello stesso anno di Stallone, ha a sua volta dichiarato pubblicamente i suoi due attori preferiti: Chuck Norris (è concessa una fragorosa risata…) e per l’appunto Stallone, sostenitore di McCain durante le ultime elezioni. Più che di opera cinematografica, si potrebbe a ragione parlare di una specie di parata neo-con, con tanto di fuochi d’artificio, nonostante il regista-attore abbia di recente dichiarato “io e Obama potremmo fare un film eccellente su due amici che salvano il mondo”. Ma queste sono questioni di lana caprina.

The Expendables non è altro che un’arena in cui fare il tifo per i combattenti e starà al pubblico decidere se la qualità dello spettacolo è tale da permettere o meno un trasporto emotivo. Stallone può contare su un momento propizio della sua vita: insignito l’anno scorso di un premio alla carriera al festival di Venezia, ha ricevuto tutto sommato buoni riscontri dai due ultimi reboot di Rambo e Rocky. Il nuovo capitolo sulla vita del pugile, risalente al 2006, aveva addirittura superato ai botteghini americani il pluripremiato Million Dollar Baby, pur essendoci un abisso qualitativo tra i cazzotti di Rocky e quelli del film di Clint Eastwood. Sta di fatto che il nostro Sylvester Gardenzio Stallone ha sempre trovato nuova linfa proprio nei momenti peggiori. Ricordiamo che agli spassosi Razzie Award del 2000 era stato premiato come peggior attore del ventesimo secolo: non esattamente una cosa da tutti i giorni. Poi, dopo l’uscita di Rocky, era stato bloccato in aeroporto mentre trasportava fiale di somatotropina, ovvero il famigerato ormone della crescita. Ma si sa, il vecchio Sly è duro da buttare al tappeto. Non esiste ancora una data certa per quanto riguarda l’Italia, ma le sale d’oltreoceano il 13 agosto traboccheranno, potete scommetterci. Perciò, italiani, caricate le armi (patatine e bevande) per il mese di settembre e state all’erta. Però mettete pure in preventivo che, in questa missione, potreste finire a cucirvi le ferite con ago e filo.

Gigi Dalle Carbonare

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