
Purtroppo è successo ancora: prima l’annuncio del reboot di Witch Mountain, celebre pellicola del 1975 di Alexander Key, e ora Navigator. Non vogliamo certo essere troppo duri, ma la sensazione che Disney stia facendo di tutto e di più per rovinare il ricordo dei propri migliori film (pellicole dell’infanzia di molti cinefili atttuali) continua a crescere giorno dopo giorno. La notizia è comunque ufficiale: Disney è attualmente alle prese con il remake del celeberrimo sci-fi movie del 1986, Navigator (Fligh of the Navigator nella versione originale).
A contorno di questo annuncio, una notizia buona e una cattiva: quella buona è che a scrivere la sceneggiatura sarà Brad Copeland, già autore di MyName is Earl e Grounded for life; quella cattiva è che, allo stato attuale, l’unico contributo di Copeland al grande schermo è stata l’assai discutibile commedia Wild Dogs. Jhon Hyde, produttore esecutivo del primo film, tornerà a ricoprire tale ruolo anche per l’imminente reboot; manca invece ancora un nome per il regista.
La pellicola originale ha per protagonista un giovane ragazzo di 12 anni chiamato David, rapito da un’astronave nel lontano 1978 e riportato sulla terra soltanto 4,4 ore dopo. Ma per effetto della dilatazione temporale, sulla terra sono già passati 8 anni.
Appena uscito nell’estate 1986, il film venne accolto tiepidamente dal pubblico, riuscendo però nell’arco di pochi anni a diventare pellicola di culto sia in televisione sia nell’home entertainment. Navigator è inoltre celebre per essere stato il primo lungometraggio a 35 mm ad usare varie tecniche di mapping ambientale e a fregiarsi di una colonna sonora, scritta da Alan Silvestri, completamente elettronica. Tra le altre curiosità, alla pellicola hanno lavorato anche Sarah Jessica Parker e Paul Reubens, che diede la voce a Max (il pilota adella nave aliena).
Riuscirà Disney a creare una pellicola anche solo accettabile, senza rovinare la memoria del titolo originale? Per carità, la pellicola del 1986 non sarà certo un capolavoro di cinema moderno, e lo stesso giudizio nei suoi confronti è indubbiamente amplificato da una componente sentimentale ed emotiva non trascurabile: sta di fatto che dietro l’angolo può celarsi una rivisitazione eccessivamente moderna, con navicelle iperdigitalizzate ed effetti speciali da far impaurire persino Guerre Stellari. La paura, quella vera, è che Disney dimentichi il quid che aveva fatto di Navigator una pellicola dannatamente unica, sacrificando questa sua quintessenza in nome degli special FX.
Speriamo di sbagliarci.