Addio a Ben Gazzara, ineffabile “duro” di Hollywood

Se n’è andato in punta di piedi, vinto da una malattia incurabile: un tumore al pancreas che da qualche tempo lo costringeva in ospedale a New York e ne aveva azzerato le apparizioni in pubblico. Solo questo poteva stroncare uno della scorza di Ben Gazzara, 81 anni, imperturbabile e inossidabile “duro” di Hollywood che impregnò del suo magnetico carisma anche molte pellicole italiane. A partire da Il Camorrista, opera d’esordio di un giovane Giuseppe Tornatore, nella quale interpretava l’indimenticabile malvivente ‘O professore ‘e Vesuviano.

Attore ricordato, tra le tante cose, per essere stato l’autentico “feticcio” del grande regista John Cassavetes, Gazzara toccò l’apice della sua carriera con la partecipazione a film quali Il Grande Lebowski (1998, dei fratelli Coen), nel quale calzava il personaggio di Jackie Treehorn, Buffalo ’66, bizzarro ed eccentrico lungometraggio d’esordio di Vincent Gallo (1998), e Mariti (John Cassavetes, 1970).  Da ricordare anche la collaborazione con Mario Monicelli, pure lui scomparso di recente, in Risate di gioia, del 1969, al fianco di due fuoriclasse come Totò e Anna Magnani. L’ultima performance di significativo rilievo artistico è stata probabilmente quella offerta in Dogville (2003), anticonvenzionale pellicola di Lars Von Trier.

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