Questa commedia a tinte horror è stata tratta dai primi tre volumi (Il circo degli orrori, L’assistente del vampiro e Tunnel di sangue) di una saga sui vampiri ideata dallo scrittore irlandese Darren o’Shaugnessey (in arte Darren Shan). Paul Weitz, regista della pellicola, è conosciuto ai più per American Pie, il che giustifica in parte la scelta dei distributori italiani di modificare il rispettoso titolo originale Cirque du freak: The vampire’s assistant nel più facile Aiuto vampiro (anche se qualche fonte prevede una imminente modifica in L’aiuto-vampiro). La trama segue le vicende di Darren Shan (Chris Massoglia, The Hole), studente modello che si imbatte in uno spettacolo ambulante di fenomeni da baraccone, il cui direttore è un vampiro. Per salvare la vita a un suo amico, Darren sarà costretto a farsi vampirizzare e a diventare l’assistente del direttore.
Il motore narrativo del film è la fine della tregua tra due fazioni di vampiri, interrotta proprio dal malcapitato Darren, anche se sembra che sia una dinamica lasciata un po’ incompleta, tanto che il New York Times si chiede sconcertato “ma perché si odiano?”. Come si può osservare dal trailer e leggere nei tiepidi comunicati stampa, il film fa largo uso di effetti speciali, soprattutto nelle scene iniziali del circo, in cui i tecnici si sono dovuti ingegnare tra protesi e programmi all’avanguardia per poter mostrare la vasta gamma di ‘freaks’ che popolano il tendone (ragazzi serpente, uomini lupo, ecc.). Nel dignitoso cast troviamo l’onnipresente Willem Dafoe (Spider-man, Existenz), John Hutcherson (Viaggio al centro della terra, Polar express), Ken Watanabe (Batman Begins) e quel mirabile dono della natura di Salma Hayek (Traffic, Across the Universe).
Che tipo di vampiri potete aspettarvi da Aiuto vampiro? Beh, dimenticate pure le raffinate speculazioni sociologiche stile True blood, perché qui si torna, per la gioia dei puristi, alla tipica razza che si deve nascondere agli occhi dei comuni mortali, con tutte le caratteristiche annesse (fotofobia e allergia ai paletti nel cuore…). Incuriosisce la partecipazione in fase di sceneggiatura di Brian Helgeland, mano occulta dietro a film di grande spessore come Mystic River. Pur essendo diretto al pubblico giovanile di Twilight e Harry Potter, il film è uscito in America accompagnato dal corrispettivo del nostro bollino giallo, cioè la presenza consigliata di un adulto (che spesso in realtà si spaventa più di un ragazzino di oggi).
La domanda è sorta spontanea anche alla nota rivista Rolling Stones: “Abbiamo davvero bisogno di un altro vampire-movie?”. Probabilmente la risposta più furba da dare è “sì, finché lo chiedono”. Per giudicare dovremo attendere il 7 maggio, data in cui la Universal ha previsto le prime proiezioni nei nostri cinema. E nel frattempo, per curiosità, magari daremo un’occhiata al classico Freaks di Todd Browning, riflettendo sullo spregiudicato regista che – nel preistorico 1932 – trovò il modo di stupire il mondo con immagini shock senza l’uso di alcun effetto speciale, ma facendo recitare veri fenomeni da baraccone. Questo sì che sarebbe un lancio promozionale ‘da paura’.
Gigi Dalle Carbonare