Dicono che quando il tuo nemico diventa un’ossessione, quando i tuoi incubi portano scritto il suo volto, quando nelle tue viscere scorre il suo sangue, allora la malattia della guerra ti è entrata nel midollo e tra te e lui non c’è più differenza. Tu sei il tuo nemico. Resistance 2 si era concluso con questa grossa, enorme, insopportabile metafora. Nathan Hale aveva perso e con lui l’intera umanità, ormai condannata a una pietosa esistenza fatta di stenti e paure. Hale si era trascinato dietro ogni speranza di battere la minaccia Chimera. Il virus e i suoi corpi deformi erano pronti a prendere il controllo della Terra per cancellare ogni traccia dell’uomo. Nel proiettile del caporalmaggiore John Capelli s’era riassunto il futuro della nostra specie, finito dritto nella fronte insanguinata di Nathan. Missione compiuta e fine dei giochi. Capelli è uno di quelli che farà la storia, il classico uomo giusto nel posto sbagliato che passerà ai posteri come il punto di rottura di una situazione già precipitata. E Insomniac, con uno strano senso dell’umorismo, ha deciso di metterci tra le mani proprio il soldatino che ha suggellato la vergogna della razza umana. Siamo a 4 anni dalle vicende di Resistance 2 e gli Stati Uniti d’America sono messi molto peggio di prima. I Chimera hanno ormai invaso l’intero territorio statunitense, prendendone completamente il controllo. Il caporalmaggiore Capelli, dopo essersi congedato con disonore dall’esercito si è rifugiato con la moglie e il figlio in Oklahoma, lontano dal cuore della minaccia Chimera. Classico finale da guerriero in pensione, Capelli sembra intenzionato a tirare avanti piuttosto che farsi eroe in una guerra ormai persa. Molti prima di lui hanno portato avanti un progetto di vita simile, moltissimi hanno avuto la convinzione di potersi chiudere in un paradiso artificiale con la pretesa di dimenticare il puzzo dei cadaveri del passato. Troppi sono rimasti letteralmente fregati da una particolare, sottile postilla nel contratto del soldato. Quando suonano i tamburi marziali è impossibile resistere. Sopratutto se appesa a un filo c’è la vita delle persone a te care. John il rinnegato si trova faccia a faccia con il dottor Fyodor Malikov, che si era già reso protagonista nella missione suicida di Nathan Hale. Lo scienziato ha sì fallito nel tentativo di trovare una cura al virus chimera, ma è intenzionato a riscattarsi, portando un colpo decisivo alla minaccia chimera. Ovviamente con l’aiuto di Capelli. Il caporalmaggiore avrebbe potuto rifiutare, farsi da parte e lasciare cadere la proposta. Avrebbe potuto tornare da sua moglie e suo figlio per proseguire a nascondersi coi suoi cari. Ma Capelli non è il tipo da lasciarsi andare così facilmente. È l’uomo dal grilletto facile che ha cancellato un supereroe, guardandolo dritto negli occhi e affogando nelle sue liquide pupille gialle qualche grammo di piombo infuocato. Capelli è forse l’unico che può riscattare questa umanità piegata. Lui lo sa e non ha intenzione di fallire.
Insomniac ci riconsegna il mondo di Resistance non senza averlo prima trasformato. Peggiorato, nel senso buono del termine (ammesso che ne abbia uno). Gli Usa sono stati completamente piegati dai Chimera che hanno trasformato la nazione più evoluta del mondo in una sorta di wasteland post apocalittica. L’apocalisse non c’è stata ma ci siamo andati vicini. La nostra razza è concretamente sotto minaccia d’estinzione, abitando palazzi diroccati e facendosi forza con mezzi di fortuna. Capelli avrà come compito quello di spostarsi dal suo rifugio alla città di New York dove si spera possa portare un colpo definitivo ai Chimera. Il nostro eroico soldato attraverserà le badlands americane, facendosi strada tra nuove e deformi varianti dei tristemente famosi uomini mutati. Ritornano un po’ tutte le vecchie conoscenze, ma si presentano all’appello anche nuove leve. Da quel che si è visto, la presenza dei cecchini darà un taglio diverso e maggiormente tattico agli scontri a fuoco, chiedendo una maggiore attenzione ai giocatori che comunque in Resistance non hanno mai avuto vita facile. Ragione in più per scaricare sui codardi camper la Mutaror uno dei nuovi gioielli al servizio di Capelli in grado di coprire di pustole e bozzi i poveri malcapitati.
Sempre relativo al recupero della profondità tattica va visto anche il recupero della ruota della armi con la riproposizione dell’arsenale ricco e pesante del primo capitolo. La variante side e main weapon non era poi piaciuta tanto ai fan della serie come alla critica che ne aveva soprattutto la virata verso la struttura ormai troppo sfruttata dagli shooter di questa generazione. Più armi significa più nemici, più caos e soprattutto maggiore attenzione nella scelta dello strumento giusto per la situazione giusta. Insomniac ha, però, promesso una gestione del ritmo di gioco ben bilanciata e sicuramente più votata verso un effetto “elastico”. Tempi concitati si alterneranno con momenti di calma piatta, utili a sottolineare con maggiore pathos l’inferno a seguire. Ottime premesse che vogliono anticipare una degna conclusione per una serie ormai di culto. Punto particolarmente delicato è la questione multiplayer che si vede ridimensionata, ma non per questo sminuita. L’esperimento 60 vs 60 è stato una buona intuizione, che, però, non ha funzionato fino in fondo. Nonostante rimanga uno dei giochi più giocati online, Resistance 2 è andato incontro a notevoli critiche relative sopratutto all’eccessivo caos generato dalla massa di utenti stipati nella mappe. Si torna a un più accettabile 16 contro 16 dove il numero più gestibile di compagni darà sicuramente una maggiore profondità tattica alle partite ed eviterà ai più di votarsi ad un semplice e troppo spesso abusato fragging selvaggio. Resistance 3 ha tutte le carte in regola per essere il canto del cigno delle esclusive Playstation 3 di Insomniac. Solida storyline, nuovo pacchetto di armi da scaricare su un nuovo bestiario di Chimera e multiplayer rivisto ne fanno un titolo da tenere sotto il mirino degli osservati speciali. Intanto riprendendo un vecchio adagio cominciamo a chiederci: “Che fine ha fatto Nathan Hale?”
Pasquale Sada
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